Il nuovo Museo Moto Guzzi a Mandello del Lario, un viaggio tra 160 moto e 14 titoli mondiali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dopo quasi cinque anni di lavori e un investimento che ha superato i 50 milioni di euro, il Gruppo Piaggio ha riaperto i battenti del nuovo complesso industriale e museale di Moto Guzzi a Mandello del Lario. Lo storico portone rosso, simbolo indelebile per gli appassionati di due ruote, è stato conservato e continua ad accogliere visitatori e dipendenti, ma oltre quella soglia si estende oggi una superficie rinnovata che mescola produzione industriale e patrimonio culturale. L'operazione, che ha coinvolto la riqualificazione di ampi spazi, porta la fabbrica a coprire complessivamente 38.000 metri quadrati, di cui 5.500 rappresentano i nuovi edifici destinati alla produzione e 380 metri quadrati sono dedicati a uffici moderni e funzionali, segnando una tappa fondamentale per il rilancio del celebre marchio dell'aquila.

Un progetto firmato Greg Lynn

La trasformazione architettonica del sito è stata affidata allo statunitense Greg Lynn, architetto di fama internazionale che nel 2008 ha ricevuto il Leone d'oro alla Biennale di Architettura di Venezia. Il suo intervento ha cercato di coniugare l'eredità storica dello stabilimento con le esigenze di una fabbrica contemporanea, dove design e memoria convivono all'interno di un unico grande polo tecnologico.

L'obiettivo dichiarato non era semplicemente ampliare gli spazi, ma creare un luogo capace di raccontare l'evoluzione del Marchio attraverso l'architettura stessa, integrando le linee moderne negli edifici senza cancellare il fascino originario di un sito che è stato testimone di oltre un secolo di storia motociclistica italiana.

Il nuovo Museo Moto Guzzi: numeri e capolavori

All'interno del complesso, il museo rinnovato rappresenta senza dubbio uno dei punti di maggiore attrazione per gli appassionati e per i curiosi: si sviluppa su una superficie di 3.000 metri quadrati, ospitando una collezione di oltre 160 motociclette restaurate con cura meticolosa. Il percorso espositivo si snoda attraverso le epoche, partendo dalla mitica G.P., un prototipo unico nel suo genere che segna l'inizio dell'avventura imprenditoriale e sportiva dell'azienda, per arrivare fino ai modelli più recenti e alle moto della produzione contemporanea.

I visitatori possono ammirare da vicino i modelli che hanno scritto alcune delle pagine più gloriose del motociclismo mondiale, con un'attenzione particolare alle moto da competizione che hanno permesso a Moto Guzzi di conquistare quattordici titoli mondiali iridati nel Motomondiale, un palmarès che testimonia il valore tecnico e la passione sportiva che da sempre contraddistinguono il marchio di Mandello.

La rinascita industriale secondo Attilio Fontana

Il taglio del nastro ha visto la partecipazione di figure istituzionali di spicco, tra cui il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il sottosegretario con delega all'Autonomia e Rapporti con il Consiglio regionale, Mauro Piazza.

Fontana, intervenendo alla cerimonia nella storica sede di via Parodi, ha sottolineato come Moto Guzzi rappresenti un'icona che da oltre un secolo porta nel mondo il nome di Mandello del Lario, del territorio lecchese e dell'intera Lombardia, definendo il nuovo polo un investimento strategico per il futuro in grado di custodire il nucleo storico dello stabilimento e, allo stesso tempo, di inaugurare una stagione produttiva completamente rinnovata.

Le dichiarazioni del presidente regionale hanno posto l'accento sulla duplice valenza dell'operazione: da una parte la preservazione di un'eredità culturale e produttiva unica, dall'altra la proiezione verso le sfide del futuro industriale, con un occhio di riguardo alla formazione delle nuove generazioni di tecnici e operai specializzati.

L'inaugurazione segna quindi un momento di svolta per la celebre fabbrica lariana, che non solo amplia la propria capacità produttiva ma si propone come destinazione culturale capace di attrarre visitatori da ogni parte del mondo, desiderosi di toccare con mano il mito di una delle case motociclistiche più antiche e prestigiose d'Italia.

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