Massiccio attacco russo sull’Ucraina: 537 tra droni e missili, morto un pilota di F-16

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nella notte tra il 28 e il 29 giugno, la Russia ha sferrato un nuovo attacco su larga scala contro l’Ucraina, colpendo con 477 droni – in gran parte Shahed di produzione russo-iraniana – e 60 missili di vario tipo. Lo ha reso noto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo profilo X, aggiungendo che i servizi di emergenza sono al lavoro «ovunque sia necessario». Tra le vittime, il pilota di un F-16, Maksym Ustymenko, abbattuto mentre cercava di respingere l’offensiva. «Una perdita tragica», ha scritto Zelensky, senza fornire ulteriori dettagli sulle circostanze dell’incidente.

Gli attacchi, che hanno interessato numerose città tra cui Zaporizhzhia, Leopoli, Ivano-Frankivsk e la stessa Kiev, hanno visto l’impiego di un arsenale variegato: 4 missili ipersonici Kh-47M2 Kinzhal, 7 Iskander-M, 41 Kh-101, 5 Kalibr e 3 S-300, oltre alle centinaia di droni. Secondo fonti ucraine, solo questa settimana Mosca avrebbe lanciato più di 1.270 velivoli senza pilota, 114 missili e quasi 1.100 bombe plananti, confermando una strategia che punta a logorare le difese avversarie attraverso una pressione costante.

Dal Cremlino, intanto, arriva la risposta alle recenti proposte di inasprire le sanzioni: «È impossibile costringerci a negoziare con ulteriori misure punitive», ha dichiarato il portavoce Dmitri Peskov, secondo cui qualsiasi escalation comporterebbe una reazione «ancora più dura» da parte russa. Parole che sembrano ribadire la linea adottata da Vladimir Putin, il quale – nonostante gli appelli internazionali – ha ormai chiarito che non intende abbandonare la strada della guerra.

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