Omicidio Vassallo, le accuse del pentito al colonnello Cagnazzo
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Nel verbale fiume ai pm di Salerno sull’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, il collaborante Romolo Ridosso ha parlato anche del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo. Secondo quanto dichiarato, Cagnazzo e il brigadiere Lazzaro Cioffi erano legati da un rapporto speciale, quasi fraterno. Ridosso ha affermato che, quando ha avuto paura di Cioffi, ha temuto anche Cagnazzo, poiché li considerava un tutt’uno. Gli fu detto dall’imprenditore Giuseppe Cipriano e da Cioffi stesso che non avrebbe dovuto preoccuparsi di nulla, poiché il colonnello Cagnazzo avrebbe gestito ogni cosa.
Le rivelazioni di Ridosso, che ha collaborato con la giustizia, gettano nuove ombre sull’omicidio di Vassallo, avvenuto il 5 settembre 2010. Durante l’interrogatorio dell’11 novembre, Ridosso ha indicato Cioffi come l’esecutore materiale del delitto, come riportato in un articolo del giornalista Vincenzo Iurillo su “Il Fatto Quotidiano”. Le accuse mosse contro Cagnazzo e Cioffi sono ora al vaglio del Tribunale del Riesame di Salerno, che dovrà valutare le prove raccolte dai militari del Ros nel corso degli anni.
L’inchiesta, che ha portato all’arresto del colonnello Cagnazzo, del brigadiere Cioffi, dell’imprenditore Giuseppe Cipriano e del pregiudicato Romolo Ridosso, si basa su testimonianze e riscontri oggettivi. Cagnazzo, difeso dall’avvocato Ilaria Criscuolo, e Cioffi, assistito dal penalista Giuseppe Stellato, sono accusati di aver avuto un ruolo determinante nell’omicidio del sindaco pescatore. Cipriano, difeso dall’avvocato Giovanni Annunziata, è coinvolto nella vicenda per i suoi presunti legami con i due carabinieri.
Le dichiarazioni di Ridosso, unico a non aver fatto appello al Riesame, rappresentano un tassello cruciale nell’inchiesta. Il collaboratore ha fornito dettagli che potrebbero rivelarsi decisivi per comprendere le dinamiche dell’omicidio e il ruolo dei vari soggetti coinvolti.




