Omicidio Vassallo, interrogatorio del colonnello Cagnazzo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il 5 settembre 2010, il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, venne brutalmente assassinato con nove colpi di pistola calibro 9. Questo tragico evento, che ha scosso profondamente la comunità locale, ha portato a una lunga e complessa indagine che ha visto coinvolti numerosi personaggi, tra cui il colonnello dei Carabinieri Fabio Cagnazzo. Quest'ultimo, accusato di aver partecipato alla pianificazione dell'omicidio e al successivo depistaggio delle indagini, è stato recentemente raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Il colonnello Cagnazzo, detenuto in un ospedale militare per problemi di salute, è stato interrogato oggi, 9 novembre, dinanzi al gip del tribunale di Salerno. Durante l'interrogatorio, sono emersi dettagli inquietanti riguardo alla sua presunta partecipazione al delitto e alle manovre per ostacolare le indagini. Secondo le testimonianze raccolte, tra cui quella del superteste Pietro Campo, nipote del sindaco ucciso, il brigadiere Lazzaro Cioffi, socio e collaboratore di Cagnazzo, era stato visto nei pressi della casa di Vassallo pochi giorni prima dell'omicidio.

Le indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Agropoli su delega del procuratore di Vallo della Lucania Alfredo Greco, hanno rivelato che Vassallo, poco prima di essere ucciso, aveva espresso preoccupazioni riguardo alla presenza della camorra nel Cilento. In particolare, aveva confidato al procuratore Greco di non fidarsi dei militari competenti per il suo territorio, motivo per cui le indagini furono affidate ad un'altra compagnia.

Il comandante Annicchiarico, durante gli interrogatori, ha riferito che sulla scena del delitto, tra il 5 e il 6 settembre 2010, vi era una gran confusione e che il vero problema era quello di dover dire al colonnello Cagnazzo di stare fermo.

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