Maria Rosaria Boccia dedica un libro a Sigfrido Ranucci: «Sei il mio eroe invincibile»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Maria Rosaria Boccia torna a far parlare di sé con un libro dedicato a Sigfrido Ranucci. Si intitola Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste ed è disponibile da sabato 19 settembre su Amazon in tre formati: ebook, copertina flessibile e copertina rigida. La copertina, pubblicata dall’imprenditrice di Pompei sui propri canali social, la ritrae sorridente accanto a Ranucci, rappresentato nei panni di Superman mentre disegna un cuore con le mani.
La dedica contenuta nelle prime pagine è esplicita: «Per questo, Superman, questo libro è per te, mio eroe imperfetto e amico vero».
Il volume ricostruisce quasi due anni di relazione tra la Boccia e l’ex conduttore di Report, iniziata nel settembre 2024, quando il nome dell’imprenditrice era al centro della cronaca nazionale per la vicenda che portò alle dimissioni di Gennaro Sangiuliano da ministro della Cultura. Il primo contatto, come si legge nella presentazione del libro, arriva attraverso un messaggio del giornalista: «Gentile Dottoressa Maria Rosaria…».
Da quel momento comincia un rapporto inizialmente legato alla cronaca e all’attività giornalistica che, attraversando incontri, telefonate, confronti e discussioni, finisce per superare quel perimetro e trasformarsi in amicizia. Accanto al Ranucci giornalista emerge il Sigfrido privato conosciuto dall’autrice: le telefonate, le videochiamate, l’ironia, le discussioni, le prime pagine satiriche costruite per scherzo, i gianduiotti diventati una sorta di moneta simbolica delle loro conversazioni e il soprannome «Superman» con cui Boccia comincia a chiamarlo.
Nelle prime pagine del libro, Boccia riporta una frase che Ranucci le avrebbe scritto in passato: «Comunque tu dovresti dirigere un giornale». L’imprenditrice commenta: «Forse non hai mai saputo fino in fondo quanto abbia considerato importante quella frase». Poi immagina un futuro progetto editoriale insieme: «Forse un giorno realizzeremo davvero quel progetto editoriale sul quale possiamo ancora permetterci di scherzare e, in una delle nostre future prime pagine, io sarò direttore e tu, naturalmente, il mio Super direttore».
La dedica si chiude con un riferimento all’amicizia come elemento destinato a restare quando «il rumore delle cronache sarà diventato storia».
Un intero capitolo del libro è dedicato alla trasmissione Report. All’interno del volume trovano spazio anche alcuni dei retroscena che nell’estate del 2026 hanno alimentato la cronaca intorno al giornalista. Boccia racconta di un confronto avuto nel maggio 2025 con Laura Cianfoni, stretta collaboratrice di Ranucci, proprio a proposito della frequenza dei contatti tra i due. C’è poi un passaggio dedicato a Gimmi Cangiano, deputato di cui l’autrice dichiara di avere stima, menzionato in relazione a un’inchiesta di Report dell’aprile 2026.
Nel libro si parla anche delle donne presenti nella vita e nelle vicende raccontate intorno a Ranucci, non per costruire un catalogo sentimentale, precisa l’autrice, ma per mostrare quanto facilmente amicizie, rapporti professionali, confidenze e conversazioni possano cambiare significato quando vengono estratti dal loro contesto e trasferiti sulle pagine dei giornali.
Nelle stesse ore dell’uscita del libro, il quotidiano Libero ha pubblicato la testimonianza di Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, che agli inquirenti avrebbe riferito dell’esistenza di una fotografia che ritrarrebbe Ranucci e Boccia mentre si baciano. Secondo il racconto, Lavitola avrebbe mostrato l’immagine alla compagna ritenendo compromessa la propria posizione in vista di una eventuale candidatura.
Il legale di Maria Rosaria Boccia, l’avvocato Francesco Di Deco, ha contestato «nel modo più categorico l’esistenza e la veridicità della fotografia descritta nell’articolo», annunciando un’azione giudiziaria contro il quotidiano e il giornalista firmatario del pezzo. Il legale ha inoltre precisato che «negli ultimi due anni gli incontri sono sempre avvenuti in presenza di altri e mai da soli». Ranucci ha replicato sui social definendo la foto «una fake» e sostenendo che l’immagine sarebbe stata «evidentemente realizzata con Intelligenza artificiale».
Sullo sfondo resta l’inchiesta della Procura di Roma sull’attentato del 16 ottobre 2025, quando un ordigno esplose davanti all’abitazione di Ranucci a Pomezia. Valter Lavitola, accusato di essere il mandante, ha confessato durante l’interrogatorio dichiarando di aver agito «perché ottenesse un rafforzamento della scorta». Il Riesame ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai legali, confermando l’aggravante del metodo mafioso.
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