Il presunto bacio tra Ranucci e Boccia e le dichiarazioni di Lavitola alla ex compagna
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un presunto bacio tra Sigfrido Ranucci e Maria Rosaria Boccia sarebbe al centro di una rivelazione fatta agli inquirenti da Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola. La donna, ascoltata in Procura a Roma sabato 12 settembre per quasi dieci ore nell'ambito dell'indagine sull'attentato al giornalista, avrebbe riferito una frase che il faccendiere le avrebbe pronunciato a inizio maggio 2026. Secondo la ricostruzione, Lavitola sarebbe rientrato a casa dopo mezzanotte «come una belva» e, alle richieste di spiegazioni, avrebbe detto: «Questo scemo non può più essere candidato.
Ci hanno fatto vedere una foto in cui Sigfrido si bacia con la Boccia».
Il contesto delle indagini e le accuse a Lavitola
Lavitola, ritenuto dagli inquirenti il mandante e reo confesso dell'attentato dinamitardo del 16 ottobre 2025 ai danni di Ranucci, è detenuto nel carcere di Rebibbia dal 10 agosto. Nei giorni scorsi Natalia Potenza ha presentato un esposto per maltrattamenti di tipo psicologico nei confronti dell'ex compagno. Il procedimento è all'attenzione del pool antiviolenza della procura di Roma, che ha aperto un fascicolo. Lavitola, attraverso i suoi legali, ha respinto ogni addebito definendo l'accusa «infamante» e annunciando l'intenzione di denunciare la donna per calunnia.
Le origini del rapporto tra Ranucci e Boccia
Il legame tra il giornalista e Maria Rosaria Boccia risale al settembre 2024, quando il nome dell'imprenditrice era al centro della cronaca nazionale per la vicenda legata all'ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Il primo contatto sarebbe avvenuto attraverso un messaggio formale di Ranucci: «Gentile Dottoressa Maria Rosaria…». Da quel momento, secondo quanto ricostruito, il rapporto inizialmente professionale si sarebbe progressivamente trasformato in un'amicizia fatta di incontri, telefonate e confronti.
Il libro di Boccia e il soprannome per Ranucci
A quasi due anni dall'inizio di quel rapporto, Maria Rosaria Boccia ha scritto un libro intitolato «Guai a chi lo tocca – Io, Sigfrido e le tempeste», disponibile su Amazon in tre formati. Nel volume l'imprenditrice ricostruisce la conoscenza con il giornalista, che chiama «Superman» e descrive come «un uomo che rasenta la perfezione». Tra i dettagli narrati compaiono le videochiamate, le prime pagine satiriche costruite per scherzo e i gianduiotti diventati una sorta di moneta simbolica delle loro conversazioni.
Un capitolo è dedicato alle donne presenti nella vita di Ranucci, tra cui Laura Cianfoni, con la quale Boccia racconta di avere avuto un confronto nel maggio 2025 proprio sulla frequenza dei contatti con il giornalista.
L'ipotesi sulla provenienza della foto
Sull'esistenza effettiva della fotografia citata da Lavitola e sulla sua provenienza restano diversi dubbi. Natalia Potenza avrebbe riferito agli inquirenti di non avere visto personalmente lo scatto e di avere saputo della sua esistenza soltanto attraverso le parole dell'ex compagno. Alla domanda su chi potesse avere mostrato l'immagine a Lavitola, la donna avrebbe ipotizzato: «Non so se i servizi segreti o qualche investigatore».
Nel periodo in cui sarebbe avvenuta la conversazione, secondo quanto emerso dalle indagini, Lavitola stava lavorando a un sondaggio per valutare un'eventuale discesa in campo politica di Ranucci.
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