Ranucci e i soldi di Lavitola, l’ex compagna accusa: «Prendeva denaro, ho le prove»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nell’interrogatorio durato dieci ore davanti al pubblico ministero Edoardo De Santis, Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola e madre dei suoi due figli, ha risposto con un’accusa diretta alla domanda se il legame tra il faccendiere e Sigfrido Ranucci fosse «solo un rapporto di amicizia». La donna ha mostrato messaggi ed email che, secondo la sua versione, attestano l’esistenza di un rapporto anche economico tra i due. «Il conduttore tv prendeva soldi, ho le prove», ha dichiarato ai magistrati. Si tratta di affermazioni che dovranno ora trovare riscontri nelle indagini.

Il contesto dell’inchiesta e la convocazione di Ranucci

L’audizione di sabato si inserisce nel quadro dell’inchiesta sull’attentato del 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione dell’allora conduttore di Report. Lavitola, reo confesso di essere il mandante dell’attentato, si trova in carcere. La Procura di Roma ha confermato che Ranucci sarà convocato entro la fine di settembre come persona informata sui fatti. L’ex conduttore ha respinto con fermezza ogni addebito: «Assolutamente non ho mai avuto interessi negli affari di Valter Lavitola, mai un euro», ha dichiarato, annunciando querele e un ricorso per il reintegro a Report.

Ha anche smentito l’esistenza di chat segrete, definendole «tutte cazzate».

L’intervista al giornale dello Zimbabwe e il business dei carbon credit

Al centro degli accertamenti della Procura ci sono anche gli affari di Lavitola in Africa, in particolare nel settore dei carbon credit. Gli inquirenti stanno esaminando un’intervista che Ranucci ha rilasciato a un giornale dello Zimbabwe, il Standard, nel giugno scorso. Secondo quanto ricostruito, l’articolo sarebbe stato concordato con Lavitola: in una mail del 29 giugno, Ranucci scriveva al faccendiere chiedendo «i dati del corruttore-millantatore», precisando che sarebbero serviti «per nostra inchiesta».

L’intervista è stata poi rimossa dal sito del giornale africano dopo la perquisizione a casa di Lavitola. La Procura sta valutando se acquisire formalmente il materiale per un nuovo filone legato agli affari in Africa.

Il coinvolgimento dell’ex socio africano e le accuse di riciclaggio

Benjamin Chimutengo, ex socio di Lavitola in Zimbabwe, ha rilasciato dichiarazioni alle telecamere della trasmissione Lo Stato delle Cose. Alla domanda se vi fosse un tentativo di riciclaggio, ha risposto: «Sì, è una possibilità concreta». Chimutengo ha spiegato di aver ricevuto istruzioni per trasferire denaro da Afrocarbon alla propria impresa, su un conto utilizzato per le operazioni di Lavitola, senza ricevere risposte sui motivi di quei passaggi.

La donna, dal canto suo, ha consegnato agli inquirenti una voluminosa documentazione, anche fiscale, relativa alle società riconducibili all’ex compagno, tra cui il ristorante Cefalù a Monteverde. Il materiale sarà ora analizzato dalla Guardia di finanza e dagli uffici della Direzione distrettuale antimafia.

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