«Ci voleva Lavitola?», Boursier attacca Mottola e Nerazzini sul silenzio su Ranucci

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Redazione Interno Redazione Interno   -   «Ci voleva Lavitola? Tutti zitti per anni». È la domanda che Giovanna Boursier, storica inviata di Report ai tempi di Milena Gabanelli, ha rivolto a Giorgio Mottola e Alberto Nerazzini durante un dibattito al DIG Festival di Modena, l'evento sul giornalismo d'inchiesta fondato e diretto dallo stesso Nerazzini. Il video dello scambio, rilanciato sui canali social della trasmissione Rai Filorosso, ha riacceso le tensioni attorno a Sigfrido Ranucci e al suo libro autobiografico «La scelta».

L'attacco in platea: «Qualcuno l'ha letto il libro?»

Boursier ha incalzato i due volti noti del programma chiedendo conto del loro silenzio protratto per anni. «Ma qualcuno l'ha letto il libro?», ha domandato dalla platea, sottolineando come nelle pagine dell'autobiografia di Ranucci siano descritti rapporti intimi con stagiste, collaboratrici e fonti. «Il fatto che uno vada a letto con le fonti, porti in redazione gente che faceva parte del suo entourage sentimentale», ha detto Boursier, citando anche il caso di un'inchiesta sulla CISL realizzata mentre il conduttore aveva una relazione stretta con una rappresentante del sindacato.

La giornalista ha poi rinfacciato ai colleghi di aver taciuto mentre venivano sollevate accuse di «bullismo sessuale», chiedendosi perché nessuno abbia avuto «la forza morale di dire: adesso una riunione si fa, e tu ti dai una calmata».

La replica di Mottola e il dossier anonimo

Giorgio Mottola ha risposto portando l'attenzione su un episodio specifico: un dossier anonimo contro Ranucci che accusava il conduttore di molestie e faceva i nomi di due colleghe. Secondo l'inviato, fu disposto un audit durante il quale le due donne vennero ascoltate e respinsero qualsiasi tipo di accusa. Boursier ha però replicato che il suo discorso era un altro: «Io non sto parlando dell'audit interno Rai. Io sto parlando di un libro in cui le cose sono scritte nero su bianco».

La giornalista ha poi messo in dubbio che una donna di trent'anni potesse difendersi in un contesto in cui venivano ascoltati tutti, Mottola compreso, su una questione che la riguardava direttamente, ricordando che «erano persone che stavano cercando di mantenere il loro lavoro».

Le scuse di Nerazzini e la querela di Ranucci

Nel dibattito è intervenuto anche Alberto Nerazzini, ex collaboratore di Report, che ha definito il contenuto del libro di Ranucci «pagine schifose di giornalismo, di scrittura, di pensiero», aggiungendo che in un Paese dove un'opera può vendere circa centomila copie è singolare che nessuno l'abbia letta. Ranucci ha risposto sui social definendo il video «altra fake diffusa dai social Rai di Filorosso», parlando di fatti già smentiti da un audit e due tribunali, e annunciando querele.

La vicenda si intreccia con il contenzioso tra il conduttore e la Rai e con le dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti a Filorosso da Nerazzini, Mottola e dal commercialista Gian Gaetano Bellavia, ex consulente della trasmissione. Ranucci aveva replicato con un lungo post su Facebook in cui rivendicava di non aver «mai censurato nessuno» e di aver «sempre difeso i miei inviati», attaccando poi Mottola sul piano dei compensi e contestando a Nerazzini la ricostruzione di tre inchieste presuntamente bloccate.

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