Attentato a Ranucci, Lavitola lo avvisò prima del rischio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’attentato a Ranucci torna al centro dell’inchiesta dopo le nuove dichiarazioni della difesa di Valter Lavitola, secondo cui il faccendiere avrebbe avvisato Sigfrido Ranucci del rischio di possibili attentati prima del 16 ottobre. L’avvocato Arturo Cola ha spiegato che, secondo quanto riferito dal suo assistito, ci sarebbe stato un incontro il 7 settembre nel corso del quale Lavitola avrebbe parlato a Ranucci dei pericoli che poteva correre. La precisazione arriva a cinque giorni dalla confessione con cui Lavitola ha ammesso davanti al gip di essere il mandante dell’attentato contro il giornalista.

La difesa di Lavitola ha chiarito che le nuove dichiarazioni non rappresenterebbero una ritrattazione della confessione, ma un tentativo di precisare quanto già riferito durante il primo passaggio giudiziario. L’avvocato Arturo Cola è tornato nel carcere di Rebibbia per incontrare il suo assistito e preparare la strategia in vista dell’udienza del Riesame, che la difesa ritiene possa svolgersi la prossima settimana. Il legale ha spiegato che l’obiettivo del colloquio era verificare la necessità di integrare la confessione del 12 agosto con ulteriori elementi utili a chiarire il contenuto delle dichiarazioni.

Le nuove dichiarazioni della difesa di Lavitola

Secondo la ricostruzione fornita dalla difesa, il punto centrale riguarda i rapporti tra Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci prima dell’attentato. L’avvocato Arturo Cola ha sostenuto che nelle dichiarazioni del suo assistito emergerebbe un elemento destinato a riaprire il capitolo dei contatti precedenti all’episodio del 16 ottobre 2025. La difesa ha chiesto ai pubblici ministeri un nuovo interrogatorio per chiarire alcuni passaggi definiti come poco chiari dal gip, che aveva negato gli arresti domiciliari all’ex giornalista dopo la confessione di essere il mandante dell’attentato.

Nel corso delle dichiarazioni riportate dalla difesa, Lavitola avrebbe indicato che l’unico ordine impartito era quello di evitare che qualcuno potesse farsi male. L’avvocato Cola ha ribadito che il nuovo confronto non avrebbe lo scopo di cambiare la versione già fornita, ma di offrire un’interpretazione più precisa delle parole pronunciate durante la confessione. Il legale ha quindi collegato il prossimo appuntamento davanti al Tribunale del Riesame alla necessità di chiarire il significato delle dichiarazioni già acquisite.

Il confronto sull’avviso prima dell’attentato a Ranucci

Il tema dell’avvertimento a Ranucci rappresenta l’elemento principale delle nuove precisazioni della difesa. Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Arturo Cola, Lavitola avrebbe comunicato al giornalista il rischio di attentati circa un mese e mezzo prima dell’episodio del 16 ottobre, indicando in particolare l’incontro del 7 settembre come momento nel quale sarebbe avvenuto il confronto. La ricostruzione resta legata alle dichiarazioni fornite dalla difesa e alle richieste presentate in vista dei prossimi passaggi giudiziari.

La vicenda entra quindi in una nuova fase con la richiesta di ulteriori chiarimenti da parte della difesa di Lavitola. L’incontro nel carcere di Rebibbia tra l’avvocato e il suo assistito è stato organizzato per definire gli elementi da sottoporre al Riesame e per valutare eventuali integrazioni rispetto alla confessione resa in precedenza. Al centro del confronto rimangono le dichiarazioni sull’avviso preventivo a Ranucci e il rapporto tra quanto sarebbe stato comunicato prima dell’attentato e la ricostruzione presentata dalla difesa.

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