Fazzolari all’Adnkronos dopo la confessione di Lavitola: “Ranucci e Schlein chiedano scusa a FdI”
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Redazione Interno
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Il giorno dopo la confessione di Valter Lavitola, che ha ammesso di essere il mandante dell'attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giovanbattista Fazzolari, ha rotto il silenzio con un'intervista rilasciata all'Adnkronos, nella quale ha lanciato un durissimo affondo politico e giudiziario.
Le dichiarazioni del rappresentante di Fratelli d'Italia, riportate dall'agenzia di stampa, segnano un nuovo capitolo nelle polemiche che hanno accompagnato l'inchiesta, incentrate ora sulla richiesta di scuse pubbliche rivolte non solo al conduttore di Report, ma anche alla segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, e ad altri esponenti dell'opposizione, accusati di aver gettato ombre infondate sul partito di governo e sull'esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
La ricostruzione delle insinuazioni e il "metodo Report"
Fazzolari ha ricostruito minuziosamente quella che definisce una campagna di delegittimazione, durata mesi, volta ad associare Fratelli d'Italia all'attentato dinamitardo che aveva preso di mira la villetta di Ranucci a Pomezia nell'ottobre dell'anno scorso. Secondo il sottosegretario, il giornalista avrebbe sistematicamente insinuato un collegamento tra il partito e l'ordigno, tentando di coinvolgere direttamente anche la sua persona in una vicenda che, con il senno di poi, si è rivelata di natura ben diversa.
Nel suo intervento, Fazzolari ha elencato una serie di episodi, tra cui la presunta richiesta di secretazione in Commissione Antimafia e alcuni servizi della trasmissione, che avrebbero alimentato sospetti non supportati dagli esiti delle indagini, arrivando a citare nominalmente i deputati di FdI Gimmi Cangiano e Francesco Filini, quest'ultimo evocato in relazione a una domanda in Commissione Vigilanza Rai. "Ci vuole la faccia tosta di certi giornalisti di parte per parlare di accanimento di FdI contro Ranucci.
È esattamente il contrario", ha affermato il sottosegretario, ribaltando l'accusa e sostenendo che il tentativo di gettare fango sul partito sia stato sistematico e scientifico, oltre a ricordare che la stessa segretaria dem, in un contesto internazionale, e il deputato M5S Dario Carotenuto avevano accostato il Governo all'attentato, parlando di "mandante morale".
Il nodo dei rapporti con Lavitola e la richiesta di scuse
Il cuore della requisitoria di Fazzolari, tuttavia, si concentra su un aspetto che va al di là delle polemiche politiche e tocca il rapporto personale tra la vittima dell'attentato e il suo presunto mandante. Il sottosegretario ha sottolineato come Lavitola sia "un caro amico di Ranucci", sollevando interrogativi sulla natura di un legame che, a suo dire, il conduttore avrebbe sempre protetto. L'affondo più diretto riguarda una telefonata di due ore intercorsa tra i due proprio il giorno della perquisizione da parte degli inquirenti.
Secondo Fazzolari, quel colloquio sarebbe servito a concordare una versione sui sopralluoghi effettuati da Lavitola e dal suo scagnozzo davanti all'abitazione del giornalista.
"Sigfrido Ranucci dovrebbe spiegare a tutti perché, lui pronto ad attaccare chiunque al primo pretesto, ha sempre difeso il mandante del suo attentato", ha dichiarato Fazzolari, aggiungendo di preferire attendere gli sviluppi dell'inchiesta per sciogliere ogni dubbio sulla possibile conoscenza del piano da parte del giornalista stesso, pur suggerendo che, se si applicasse il cosiddetto "metodo Report", la risposta sarebbe già scontata.
Il giudizio sulla credibilità di Report
Al di là delle specifiche accuse, il sottosegretario ha espresso un giudizio lapidario sull'impatto che questa vicenda ha avuto sulla trasmissione condotta da Ranucci, da sempre considerata un punto di riferimento per il giornalismo d'inchiesta. Fazzolari ha affermato che Report, sotto la conduzione attuale, abbia "perso di credibilità" rispetto all'epoca in cui era guidata da Milena Gabanelli, sottolineando come il ruolo di "inquisitore" delle debolezze altrui abbia mostrato tutte le sue contraddizioni, fragilità e opacità di fronte alle rivelazioni emerse in questa inchiesta.
A suo avviso, il pubblico non è mai stato indulgente verso questo tipo di contraddizioni. "Al di là di ogni altra considerazione, credo che Ranucci dovrebbe scusarsi con FdI e con tutte le persone che ha provato a infangare in questi mesi", ha ribadito Fazzolari, estendendo la richiesta di scuse anche a Elly Schlein, per aver cavalcato l'onda delle insinuazioni.
Il riferimento, in questo caso, è anche a quanto emerso dalla confessione di Lavitola, che ha dichiarato di aver agito per favorire un rafforzamento della scorta del giornalista, una versione che la Procura di Roma ha definito inverosimile, contribuendo ulteriormente a gettare ombre sul movente dell'intera vicenda.
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