Il Como agguanta il pari sul filo di lana, il Bologna spreca una vittoria già messa in cassaforte

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un gol nel pieno dei minuti di recupero ha riscritto il finale di una partita che sembrava ormai decisa, ribaltando le sorti di una serata dove il Bologna, in vantaggio da gran parte del secondo tempo e in superiorità numerica dopo l'espulsione di un avversario, ha visto sfumare tre punti che mancavano in campionato da oltre un mese e mezzo. La rete di Cambiaghi, all'inizio della ripresa, aveva spezzato un equilibrio tattico fatto di pochi palleggi e molti contrasti, come sottolineato poi dall'allenatore del Como, il quale ha parlato di una gara "con poco calcio" e troppi duelli. La svolta, inaspettata per molti, è arrivata quando lo stesso Cambiaghi, autore del momentaneo vantaggio, è stato allontanato dal campo per un gesto di reazione – un'azione giudicata dal direttore di gara come una gomitata, confermata poi dalla revisione del Var – che ha costretto i suoi a giocare in dieci per la parte conclusiva dell'incontro.

Il pareggio firmato da una giocata di classe

Con l'uomo in più, il Como ha alzato inevitabilmente il centro del gioco, cercando con insistenza il pari che sembrava poter arrivare in più di un'occasione, trovando anche un palo su calcio piazzato. La pressione, costante e logorante, ha prodotto il risultato sperato solo a pochi istanti dal fischio finale, quando un gesto di tecnica individuale ha risolto una situazione di apparente stallo: Baturina, con un tocco di qualità che ha caratterizzato la sua prestazione, ha trovato la via della rete, regalando ai suoi un punto che ha il sapore della vittoria e lasciando invece amarezza nei bolognesi. Sulla giocata, lo stesso mister del Como ha espresso un giudizio di valore, definendola un "gol da grande giocatore" e sottolineando come, in generale, alcuni suoi uomini siano stati in grado di risolvere le situazioni anche con la loro abilità nel dribbling.

Le reazioni tecniche dopo il fischio finale

Dalla parte opposta, l'analisi del tecnico del Bologna è apparsa inevitabilmente concentrata sull'episodio che ha cambiato gli equilibri in campo, ovvero l'espulsione del suo giocatore. L'allenatore ha espresso un punto di vista divergente rispetto a quello dell'arbitro e del Var, affermando che l'azione non fosse da considerarsi una gomitata volontaria, in un commento che va ad aggiungersi a una più ampia riflessione sullo stato di forma della squadra. Il mister ha infatti utilizzato un'espressione forte, collegando forse una certa approssimazione vista in campo a un atteggiamento mentale non all'altezza, parlando di una squadra che, dopo recenti successi, si sarebbe "un po' imborghesita", perdendo quel mordente necessario a chiudere le partite quando si è in vantaggio.

Gli incidenti fuori dal campo

La serata, purtroppo, era stata funestata già prima del calcio d'inizio da episodi di violenza che nulla hanno a che fare con lo sport. Nelle vicinanze dello stadio, infatti, si erano verificati duri scontri tra gruppi di tifosi delle due squadre, coinvolgendo alcune decine di persone. I tafferugli, iniziati con un confronto aggressivo, sono degenerati in una rissa con scambio di colpi, utilizzando anche oggetti non convenzionali, prima che l'intervento deciso delle forze dell'ordine riuscisse a disperdere gli animi più accesi e a ristabilire un controllo della situazione, permettendo lo svolgimento regolare della gara all'interno dell'impianto.

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