L’attesa per il Met Gala 2026 a New York, tra glamour, eccessi e il ritrovamento di bottiglie nel museo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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New York trattiene il fiato, come ogni primo lunedì di maggio ormai dal lontano 1948, mentre si alza il sipario su quella che è, a tutti gli effetti, la passerella più esclusiva del pianeta: il Met Gala. L’evento, che combina moda e beneficenza a favore del Costume Institute del Metropolitan Museum of Art, si prepara ad accogliere circa quattrocentocinquanta invitati, ciascuno dei quali ha dovuto sborsare settantacinquemila dollari per partecipare a questa serata dove lusso ed eccesso la fanno da padroni. Il tema scelto per l’edizione di quest’anno, “la moda è arte”, intende esplorare il sottile – e spesso discusso – confine tra l’abito e la creazione artistica, un filo rosso che lega sartoria e pittura, scultura e tessuto.
Le star e il pre-party, tra scalinate e outfit attesissimi
Mentre l’attesa cresce per vedere quali celebrità internazionali saliranno la celebre scalinata del Met, la macchina dell’evento si è già messa in moto con i primi pre-party. Anna Wintour, figura storica e regista invisibile della serata, gestisce ogni minimo dettaglio insieme a Lauren Sanchez, il cui ruolo pubblico appare sempre più centrale in serate di questo calibro. Kim Kardashian, però, ha voluto concedere un assaggio – un vero e proprio antipasto d’haute couture – di ciò che vedremo. È stata avvistata a New York poche ore fa con un abito vintage dalle marcate vibrazioni orientali, color giallo burro, che molti hanno già definito una dichiarazione d’amore alla storia del costume: si tratterebbe di un modello d’archivio proveniente da una delle collezioni più indelebili di un pilastro dell’alta moda francese, un pezzo che da solo vale una sfilata.
Il ritrovamento inquietante nel museo, bottiglie di urina nascoste
A gettare un’ombra – del tutto inaspettata – sull’evento più glamour dell’anno, sono però arrivate notizie di另一 natura. All’interno del Metropolitan Museum, lo stesso che tra poche ore vedrà sfilare abiti da milioni di dollari, sono state scoperte alcune bottiglie contenenti quella che gli investigatori hanno definito “urina”. Il ritrovamento, avvenuto durante i controlli di routine precedenti all’allestimento della mostra “Costume Art”, ha immediatamente attivato le procedure interne del museo. Non si conoscono ancora i dettagli completi dell’inchiesta, anche se fonti vicine alla sicurezza hanno fatto sapere che le bottiglie erano state occultate in aree solitamente non accessibili al pubblico, sollevando inevitabili interrogativi su come abbiano potuto eludere i sistemi di sorveglianza. Gli sviluppi giudiziari, al momento, restano coperti dal massimo riserbo.
Moda come arte, tra luci della ribalta e zone d’ombra
L’apertura ufficiale del gala, con l’arrivo delle star e il consueto tour de force fotografico sui gradini del museo, si terrà nella serata di oggi. Resta intanto il contrasto stridente tra l’iperuranio dell’alta moda – con i suoi abiti d’archivio, i gialli burro e le dichiarazioni d’amore al costume – e la scoperta, tanto prosaica quanto inquietante, di quei contenitori abbandonati. Se il tema “la moda è arte” celebra la capacità dell’abbigliamento di elevarsi a espressione creativa assoluta, la cronaca ci ricorda che anche i templi dell’arte custodiscono, a volte, segreti ben lontani dalle passerelle. La raccolta fondi per il Costume Institute potrà comunque contare su un parterre di invitati che, come ogni anno, non mancherà di offrire immagini destinate a fare il giro del mondo.




