Il collegamento Pos e registratori telematici è obbligatorio da gennaio, ma la procedura online non è ancora attiva

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Da quest’anno, per la precisione dal primo gennaio, è formalmente in vigore l’obbligo di integrare i terminali per i pagamenti elettronici con i registratori telematici, una misura introdotta dalla legge di Bilancio del 2025 che mira a far convergere i flussi delle transazioni digitali con i corrispettivi trasmessi quotidianamente all’Agenzia delle Entrate. La norma, come spesso accade in materia fiscale, non richiede un intervento fisico sui dispositivi, bensì un adempimento di natura prettamente burocratica e digitale, che coinvolge direttamente commercianti, baristi, ristoratori e, più in generale, tutti coloro che sono tenuti alla certificazione dei corrispettivi e accettano pagamenti con carta. Il Fisco, attraverso un provvedimento dello scorso ottobre, ha chiarito che l’abbinamento dovrà avvenire esclusivamente per via telematica, utilizzando un servizio online che sarà reso disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”, accessibile con le credenziali SPID, CIE o CNS.

Le modalità operative e i tempi per mettersi in regola

L’Agenzia delle Entrate ha già pubblicato un vademecum, corredato da manuali tecnici e risposte alle domande frequenti, per guidare gli operatori economici in questo nuovo iter amministrativo. La procedura, una volta a regime, consisterà nell’associare la matricola del registratore telematico, già censito in Anagrafe Tributaria, ai dati identificativi di ciascun Pos in uso, compresi quelli virtuali o integrati in app, e per farlo il sistema mostrerà automaticamente un elenco dei terminali intestati all’esercente, comunicati preventivamente dai prestatori di servizi di pagamento. Per coloro che utilizzano la procedura web dell’Agenzia per la trasmissione dei corrispettivi, il collegamento sarà gestito direttamente all’interno della medesima interfaccia, mentre chi gestisce più punti vendita dovrà indicare anche l’indirizzo dell’unità locale dove i dispositivi sono utilizzati, un dettaglio non secondario ai fini dei controlli.

Le finestre temporali per l’adeguamento e il regime sanzionatorio

Sul fronte delle scadenze, il Fisco ha previsto un avvio graduale per evitare di paralizzare le attività: le nuove funzionalità online saranno attivate nei primi giorni di marzo, come confermato da diverse associazioni di categoria che seguono l’evolversi della situazione. A partire da quella data, che verrà comunicata con un avviso sul sito istituzionale, scatteranno i quarantacinque giorni di tempo per registrare tutti i Pos già operativi nel mese di gennaio. Per i terminali attivati successivamente, invece, l’abbinamento dovrà essere effettuato in una finestra ben precisa, vale a dire dal sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione fino alla fine dello stesso mese; un esempio concreto riportato nelle guide riguarda un Pos entrato in funzione a febbraio, che dovrà essere collegato tra il 6 e il 30 aprile. La trasmissione dei dati dei pagamenti, una volta completato l’abbinamento, continuerà ad avvenire in forma aggregata su base giornaliera insieme ai corrispettivi, ma le sanzioni per chi non si adegua sono state inasprite e ora prevedono, oltre alla multa da mille a quattromila euro per il mancato collegamento, anche cento euro per ogni invio irregolare dei dati, con un tetto massimo di mille euro a trimestre, e nei casi più gravi o reiterati si arriva persino alla sospensione dell’attività fino a sei mesi.

Description: Dal 1° gennaio 2026 è obbligatorio il collegamento tra Pos e registratori telematici. Guida alle procedure online, tempistiche per l'abbinamento e sanzioni previste.

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