Ucraina, Zelensky annuncia il cambio della premier Svyrydenko. Kiev rivendica raid su 14 navi russe. Missili e droni di Mosca uccidono otto persone
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un nuovo rimpasto di governo che prevede la sostituzione della prima ministra Yulia Svyrydenko, in carica da circa un anno. Il capo dello Stato ha motivato la decisione con la necessità di rinnovare il Consiglio dei ministri per attuare una strategia politica aggiornata, senza tuttavia indicare il nome del successore. "L'Ucraina sta cambiando la propria strategia", ha scritto Zelensky sul suo account X, spiegando di aver concordato con Svyrydenko che i cambiamenti in atto richiedono un rinnovamento dell'esecutivo.
Alla premier uscente, che ha già presentato le dimissioni ora al vaglio della Rada, il Parlamento monocamerale ucraino, sarebbe stato offerto un nuovo incarico di rilievo: secondo alcune indiscrezioni riportate da fonti vicine all'opposizione, potrebbe assumere la guida della rappresentanza diplomatica presso un partner chiave, con l'ipotesi, avanzata dal deputato Yaroslav Zhelezniak, di una nomina ad ambasciatrice negli Stati Uniti.
La terza riorganizzazione di governo dall'inizio della guerra
L'annuncio di Zelensky, che ha parlato anche di imminenti cambiamenti ai vertici delle forze dell'ordine, segna il terzo rimpasto di governo di rilievo dall'inizio dell'invasione russa su larga scala, dopo quelli del 2024 e del 2025. La mossa, lungi dall'essere una semplice rotazione di poltrone, viene interpretata come un tentativo di rendere la macchina statale più efficiente e reattiva alle esigenze di un conflitto che dura ormai da oltre quattro anni.
Nel suo messaggio, il presidente ha delineato le aree prioritarie della nuova strategia, affidando a figure con comprovata esperienza la gestione di dossier cruciali come i rapporti con gli Stati Uniti per la produzione su licenza dei sistemi di difesa aerea Patriot, il progetto europeo di difesa antibalistica e il percorso di adesione all'Unione Europea.
Tra i nomi circolati per la successione, il più accreditato sarebbe quello dell'attuale ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, considerato il volto della modernizzazione tecnologica delle forze armate ucraine.
Kiev rivendica l'offensiva contro la flotta ombra russa
Mentre a Kiev si consuma la crisi di governo, sul fronte bellico l'Ucraina ha rivendicato una vasta operazione contro la logistica navale russa nel Mar d'Azov. Secondo quanto dichiarato dal comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota, Robert Brovdi, nell'ultima notte sarebbero state colpite 14 navi russe, tra cui dieci petroliere e quattro traghetti.
L'attacco, che si inserisce in una campagna più ampia che avrebbe portato a 90 le imbarcazioni colpite negli ultimi sette giorni, prende di mira la cosiddetta "flotta ombra", utilizzata da Mosca per esportare petrolio e aggirare le sanzioni occidentali. Una conferma parziale è giunta dal governatore della regione russa di Rostov, Yury Slyusar, che ha riferito di un attacco con drone contro una petroliera vuota nel Canale d'Azov-Mar Nero, senza però segnalare vittime o danni ambientali.
Mosca intensifica i bombardamenti: otto vittime civili
Sul fronte opposto, la Russia ha risposto con una nuova ondata di bombardamenti che hanno colpito diverse città ucraine, causando almeno otto vittime civili. L'attacco, condotto con missili balistici, droni e bombe guidate, ha preso di mira infrastrutture civili e portuali in diverse regioni. A Sumy, tre bombe guidate hanno ucciso quattro persone, tra cui una ragazza di 13 anni, mentre a Sloviansk un uomo di 67 anni è morto sotto le macerie della propria abitazione.
Due persone hanno perso la vita anche a Odessa, colpita da un attacco missilistico che ha preso di mira le infrastrutture portuali. La capitale Kiev è stata nuovamente bersaglio di raid, con dodici feriti, tra cui due bambini. Secondo l'Aeronautica ucraina, la Russia ha lanciato oltre 120 droni e 12 missili, metà dei quali di tipo balistico, rendendo difficile l'intercettazione da parte dei sistemi di difesa aerea, sempre più carenti di munizioni.




