Mondiali 2026, il nuovo regolamento: come funzionano i sedicesimi e i criteri per le migliori terze

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Redazione Sport Redazione Sport   -   I Mondiali 2026, ospitati per la prima volta da tre paesi – Stati Uniti, Canada e Messico – rappresentano un'edizione storica non solo per la geografia, ma soprattutto per il format. Con l'allargamento a 48 squadre, il torneo ha introdotto un turno inedito nella fase a eliminazione diretta: i sedicesimi di finale. Una novità che ha richiesto un ripensamento completo delle regole di qualificazione dalla fase a gironi, con l'obiettivo di gestire un numero maggiore di partecipanti e mantenere alto l'interesse fino all'ultima partita del girone.

Mentre la competizione entra nel vivo, con la seconda giornata che sta delineando le prime gerarchie, è fondamentale comprendere esattamente cosa serve a ogni nazionale per staccare il biglietto per il turno successivo e quali sono i criteri che entreranno in gioco in caso di parità.

Come funziona la qualificazione ai sedicesimi

La fase a gironi dei Mondiali 2026 è composta da 12 gironi, ciascuno dei quali comprende quattro squadre. Al termine delle tre partite di ogni gruppo, non tutte le formazioni diranno addio al sogno mondiale: a qualificarsi per i sedicesimi di finale sono infatti le prime due classificate di ogni girone, per un totale di 24 squadre, a cui si aggiungono le otto migliori terze, quelle cioè che, pur non avendo vinto il girone né arrivato seconde, avranno accumulato il miglior punteggio e la miglior differenza reti tra tutte le terze classificate.

Di fatto, delle 48 nazionali partecipanti, ben 32 accederanno alla fase a eliminazione diretta, mentre le restanti 16 – ovvero le quattro ultime di ogni girone e le quattro peggiori terze – concluderanno anzitempo la loro avventura. I sedicesimi di finale prenderanno il via il 28 giugno alle ore 21 italiane, con la prima delle otto sfide che darà ufficialmente inizio alla fase calda del torneo.

I criteri per i gironi in caso di parità

Con solo tre partite a disposizione per ogni squadra e un format che premia l'equilibrio, è più che mai probabile che si verifichino situazioni di parità di punti all'interno dello stesso girone. Per dirimere queste situazioni, la FIFA ha stabilito una gerarchia di criteri ben precisa.

In primo luogo, vengono presi in considerazione i punti ottenuti negli scontri diretti tra le squadre interessate dalla parità; qualora persistesse l'uguaglianza, si guarderà alla differenza reti sempre negli scontri diretti, seguita dal maggior numero di gol realizzati in quegli stessi match. Se anche questi parametri non dovessero bastare, si passerà all'esame della differenza reti complessiva e del numero totale di gol segnati nell'intero girone.

Un ulteriore criterio, che potrebbe rivelarsi decisivo in situazioni di estrema parità, è la classifica disciplinare, che assegna un punteggio in base al numero di cartellini gialli e rossi ricevuti. In ultima istanza, come extrema ratio, la FIFA farà ricorso al ranking mondiale per stilare la classifica finale.

Come vengono selezionate le migliori terze

La novità più significativa di questo Mondiale è certamente il meccanismo che permette a otto terze classificate di accedere ai sedicesimi. A tal fine, viene stilata una classifica separata che mette a confronto le 12 squadre giunte al terzo posto nei rispettivi gironi. Anche in questo caso, i criteri di selezione sono rigorosi e seguono un ordine preciso: si parte dal maggior numero di punti ottenuti, per poi passare alla differenza reti complessiva e al numero di gol segnati.

In caso di ulteriore parità, entra in gioco nuovamente il punteggio di condotta di squadra, legato al fair play, e infine, come per i gironi, il ranking FIFA. Le simulazioni statistiche sui formati simili a questo – come gli Europei – suggeriscono che il raggiungimento dei 5 punti garantisca con certezza la qualificazione.

Con 4 punti la qualificazione è quasi certa ma non matematica, mentre fermarsi a 3 punti offre circa il 65% di possibilità di passare come migliore terza; con soli 2 punti, invece, le speranze si riducono a un esiguo 5%.

I primi verdetti del torneo

La fase a gironi ha già iniziato a emettere i suoi primi verdetti. Il Messico, uno dei tre paesi organizzatori, ha ottenuto la qualificazione ai sedicesimi con un turno d'anticipo, grazie alle vittorie contro Sudafrica e Corea del Sud, che gli hanno garantito anche il primo posto nel Gruppo A. Stesso discorso per gli Stati Uniti, che nel Gruppo D hanno staccato il pass per la fase a eliminazione diretta dopo il successo per 2-0 sull'Australia.

Sul fronte opposto, i primi addii sono già arrivati: la Turchia è stata la prima nazionale a essere eliminata matematicamente dopo la sconfitta per 1-0 contro il Paraguay, un risultato che ha compromesso anche le sue speranze di rientrare tra le migliori terze. Nello stesso scenario si trova anche Haiti, uscita di scena dopo la sconfitta per 3-0 contro il Brasile.

Con la seconda giornata ancora in corso e la terza alle porte, la classifica dei 12 gironi è destinata a subire ulteriori e decisivi stravolgimenti, in un torneo che si conferma avvincente e imprevedibile fino all'ultimo minuto.

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