Eni vola in borsa tra il caro-petrolio, il nuovo target di Goldman Sachs e lo sCorporo di Plenitude

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Titolo Eni si sta ritagliando un ruolo da protagonista in questo avvio di settimana sul listino di Piazza Affari, spinto da una congiuntura favorevole che vede intrecciarsi fattori di natura macroeconomica, valutazioni da parte dei grandi player internazionali e mosse strategiche, queste ultime tutte ancora tutte da decifrare, che riguardano l’assetto futuro del gruppo. La società del Cane a sei zampe, com’è noto attiva lungo l’intera filiera dell’energia, sta guadagnando terreno con una certa decisione, mostrando una forza relativa che, su base settimanale, appare persino più pronunciata rispetto a quella dell’indice principale, il FTSE Mib, che pure si mantiene su livelli sostenuti. Un andamento, questo, che testimonia un appetito specifico per il titolo da parte degli investitori, i quali sembrano scommettere su una combinazione vincente fatta di solidità operativa e prospettive di crescita.

Il rally del petrolio e la benedizione di Goldman Sachs

Uno dei motori principali di questo rialzo è senza dubbio rappresentato dall’impennata dei prezzi del greggio, un rialzo che affonda le sue radici in un contesto geopolitico, quello mediorientale in particolare, che si mantiene costantemente teso e che, come insegna la storia recente, non manca mai di riflettersi sulle quotazioni della materia prima. A questa spinta esterna, però, si è aggiunto un elemento di fiducia interno e specifico, arrivato direttamente da Oltreoceano. Gli analisti di Goldman Sachs, infatti, hanno rivisto al rialzo le loro stime sul titolo, incrementando il prezzo obiettivo da 19 a 21 euro e confermando il giudizio "buy", un verdetto che, puntuale, ha fornito un’ulteriore iniezione di fiducia a un mercato già di per sé propenso agli acquisti. L’upgrade della banca d’affari americana, si legge nelle note di commento, tiene conto delle mutate prospettive sui prezzi del petrolio, ma non solo: c’è dell’altro.

Il nodo Plenitude: uno sro che cambierebbe le carte in tavola

A sostenere le quotazioni, inoltre, sta contribuendo in maniera significativa il tam tam, sempre più insistente, relativo a una possibile operazione di ingegneria societaria che riguarderebbe Plenitude, la controllata attiva nella produzione di energia da fonti rinnovabili e nella vendita di luce e gas ai clienti finali. Secondo quanto trapela da ambienti finanziari, la casa-madre starebbe infatti studiando il deconsolidamento di Plenitude, vale a dire la sua uscita dal perimetro di bilancio del gruppo. Un’operazione complessa, per la quale Mediobanca avrebbe già ricevuto l’incarico di analizzare la fattibilità e la struttura più efficace, che potrebbe concretizzarsi in due modalità principali, anche se al momento non ci sono conferme ufficiali né tempistiche certe. L’ipotesi di rendere Plenitude una realtà autonoma e indipendente, svincolata dal bilancio consolidato di Eni, viene letta dal mercato come una mossa potenzialmente in grado di sprigionare valore, mettendo in luce i margini di crescita delle rinnovabili senza che questi vengano appesantiti dal contesto più tradizionale del gruppo.

L’analisi tecnica conferma il trend positivo

A confermare il buon momento del titolo arriva anche l’analisi quantitativa, che delinea un quadro costruttivo per il breve termine. Dopo aver raggiunto un picco a ridosso dei 20,77 euro, l’azione aveva subito una fisiologica correzione, arrestatasi però in prossimità di quota 19,70 euro, un livello che ha funto da solido supporto. I principali indicatori direzionali si trovano ora in posizione long, suggerendo che la tendenza rialzista di fondo non si è esaurita. Lo sguardo degli operatori è ora puntato sui 20,65 euro: il superamento di questa resistenza, spiegano i tecnici, potrebbe infatti innescare un nuovo slancio, con un primo obiettivo a quota 20,95 euro e un successivo target in area 21,20 euro. Un percorso, questo, che appare oggi più delineato anche grazie al combinato disposto tra l’andamento del greggio e le aspettative legate al futuro di Plenitude.

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