Stipendi in Italia, le disparità di genere e settore
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Redazione Interno
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L'Istat ha recentemente pubblicato un report sulla struttura delle retribuzioni in Italia per l'anno 2022, rivelando un quadro complesso e spesso sconfortante, soprattutto per le donne. Nonostante il salario medio lordo annuo sia di 37.302 euro, le differenze tra i vari settori economici e tra i generi sono notevoli. Gli uomini, in particolare, guadagnano mediamente più delle donne, con una differenza che si accentua tra i laureati con più di 50 anni. Nel settore pubblico, gli stipendi tendono ad essere più alti, soprattutto per chi ha un contratto a tempo indeterminato, e questa tendenza è particolarmente evidente nel Centro Italia.
Analizzando i dati, emerge che la retribuzione oraria media nelle unità economiche con almeno 10 dipendenti è di 15,9 euro per le donne, cifra inferiore di 0,5 euro rispetto alla media calcolata su tutti i dipendenti. Gli uomini, invece, percepiscono una retribuzione oraria media di 16,8 euro, superiore di 0,4 euro rispetto alla media generale. Queste disparità non si limitano solo al genere, ma si estendono anche ai settori economici: nel settore delle costruzioni, ad esempio, la retribuzione media annua è di soli 32.000 euro, ben al di sotto della media nazionale.
Un altro dato preoccupante riguarda la quota di lavoratori pagati meno di 8,9 euro all'ora, che nel 2022 è salita al 10,7%, rispetto al 9,8% del 2018. Questo aumento è significativo e indica una crescente precarietà nel mercato del lavoro italiano. Tuttavia, è importante notare che questi dati potrebbero essere sottostimati, poiché la rilevazione riguarda solo i lavoratori retribuiti nell'intero mese di ottobre 2022 nelle unità economiche con almeno 10 dipendenti.
Il report dell'Istat mette in luce le profonde disparità che caratterizzano il mercato del lavoro italiano, evidenziando come le donne e alcuni settori economici siano particolarmente svantaggiati.




