Conto termico, il Mase taglia i contributi per i privati
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Redazione Economia
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Il meccanismo di ripartizione delle risorse del Conto termico, lo strumento incentivante per l’efficienza energetica rimasto in piedi dopo la parabola discendente del Superbonus, subisce una torsione significativa. Cinquanta milioni di euro, infatti, vengono dirottati dal plafond ordinariamente destinato a privati e imprese – un comparto che già aveva mostrato una domanda superiore alle attese – verso quello riservato alla pubblica amministrazione. È questa la conseguenza pratica, e numericamente inconfutabile, del decreto direttoriale n. 72 del 10 aprile 2026, firmato dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) e pubblicato nelle scorse ore.
Uno spostamento che ridisegna il peso dei due plafond
L’operazione, per quanto tecnicamente annunciata come un semplice riequilibrio delle voci di bilancio del fondo, assume i contorni di una scelta politica netta: ridurre la quota a disposizione dei soggetti privati, che sino a ieri potevano contare su un contingente annuo di 500 milioni di euro per interventi nel settore privato e terziario, per favorire invece le amministrazioni pubbliche. Queste ultime, va detto, si erano trovate spesso in difficoltà nell’accedere tempestivamente alle agevolazioni a causa di procedure più farraginose. Il provvedimento non modifica la natura del meccanismo né introduce nuovi requisiti tecnici, ma ridistribuisce il peso economico tra le due categorie di beneficiari.
Le tensioni della gestione ordinaria e la chiusura del portale
Il contesto in cui matura questo intervento normativo è quello di una forte instabilità operativa del Conto termico 3.0. Il Gestore servizi energetici (Gse) aveva riaperto il portale per le domande dopo una breve sospensione tecnica – resasi necessaria a causa di un eccesso di richieste che, già a marzo, aveva provocato un esaurimento improvviso e imprevisto dei fondi – ma la riattivazione ha subito evidenziato le medesime criticità. A pesare, in particolare, la situazione di quegli interventi già conclusi o in fase di completamento, per i quali i beneficiari avevano novanta giorni di tempo dalla fine lavori per presentare l’istanza di accesso diretto. La finestra temporale, con il portale chiuso, era di fatto divenuta inagibile.
La proroga dei termini come contraltare al taglio
Proprio per arginare il danno potenziale causato dalla momentanea indisponibilità della piattaforma, è stata concessa una proroga di quaranta giorni per la presentazione delle domande di ammissione al Conto termico 3.0, limitatamente ai casi in cui il termine ordinario – quello dei novanta giorni dalla fine dei lavori – fosse scaduto o stesse per scadere durante il periodo di chiusura del portale. Questa dilazione, che nulla toglie alla riduzione complessiva delle risorse per i privati, rappresenta una sorta di clausola di salvaguardia procedurale: non aumenta i fondi, ma allarga la finestra utile per chiederli. Il provvedimento, insomma, restringe la torta per un intero comparto e contemporaneamente concede più tempo per afferrarne le briciole rimaste.
Un equilibrio fragile tra esigenze pubbliche e domanda privata
L’effetto combinato del decreto direttoriale è dunque duplice e, per certi versi, paradossale. Da un lato, i privati e le imprese si trovano con un plafond decurtato di 50 milioni di euro – una cifra che, in un mercato ancora in cerca di sostituti al Superbonus, non è affatto trascurabile – mentre dall’altro lato la pubblica amministrazione vede accrescere la propria dotazione senza dover sostenere nuovi oneri burocratici o dimostrare particolari urgenze. Resta intatto, va sottolineato, il principio del “Conto termico” come strumento a sportello, senza graduatorie né bandi competitivi: chi arriva primo ottiene il contributo, fino a esaurimento delle risorse annuali. Ma con 50 milioni in meno a disposizione del settore privato, e con una platea di potenziali richiedenti già gonfiata dagli strascichi della chiusura di marzo, la corsa alle agevolazioni promette di diventare ancora più serrata.




