L'oro supera i 3.560 dollari, toccando un nuovo record storico
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Redazione Economia
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Le quotazioni dell'oro hanno infranto ogni precedente barriera, spingendosi fino a superare la soglia, finora inesplorata, dei 3.560 dollari per oncia. Questo balzo in avanti, che segue un deciso rally nella seduta precedente, conferma la natura primaria del metallo giallo come bene rifugio per eccellenza, una copertura solida e affidabile contro le persistenti turbolenze che caratterizzano lo scenario geopolitico ed economico globale. La corsa, che non accenna a fermarsi, è spinta da una combinazione di elementi i quali, intrecciandosi, alimentano una domanda apparentemente insaziabile.
Non è un fenomeno isolato, poiché a tenere il passo c'è anche l'argento, il quale – per la prima volta dal lontano 2011 – ha valicato la importante soglia psicologica dei 40 dollari. Questo duplice rally nei metalli preziosi trae origine da fattori molteplici e concomitanti: le attese sugli orientamenti futuri della Federal Reserve in materia di tassi d'interesse, una sfiducia sempre più marcata degli investitori verso i titoli di Stato americani considerati un rifugio meno sicuro, e le non trascurabili pressioni politiche che gravano sull'indipendenza della banca centrale statunitense.
Dal punto di vista dell'analisi tecnica, il future sull'oro con scadenza a dicembre 2025 prosegue il suo slancio rialzista, avvicinandosi pericolosamente alla quota di 3.580 dollari nelle operazioni di questa mattina, prima di una lieve correzione che lo ha riportato intorno ai 3.550. Il quadro chartista rimane marcatamente costruttivo, esprimendo una forza d'impulso piuttosto evidente che si traduce in una sequenza significativa di sedute consecutive in rialzo; gli indicatori algoritmici, del resto, confermano questa lettura ottimistica, con gli oscillatori di forza relativa che permangono stabilmente nelle loro aree di ipercomprato.




