L'operazione "Potentia" e il caso del latitante Perricciolo: nuove accuse nella rete della 'ndrangheta

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L'operazione antidroga "Potentia", condotta dalla Dda di Ancona e culminata con numerosi arresti, ha fatto emergere, accanto al traffico di cocaina, un intricato reticolo di sostegno alla latitanza. Le indagini, che hanno sgominato una presunta organizzazione criminale attiva nello spaccio, hanno portato alla luce il ruolo di Antonio Cicciù, 61 anni, originario di Cariati e residente a Potenza Picena, il quale – secondo quanto sostengono i pubblici ministeri – avrebbe fornito aiuto concreto ai familiari di Salvatore Perricciolo, un latitante con una condanna definitiva a 21 anni, agevolandone gli spostamenti in Slovenia per eludere i controlli. Cicciù, padre dei due fratelli ritenuti al vertice del sodalizio, Cataldo e Domenico, era già ai domiciliari per il ritrovamento di una pistola calibro 38 con cinque colpi inesplosi. La sua posizione, come quella degli altri indagati, si è così aggravata, configurando un quadro di reati che va ben oltre il semplice spaccio di sostanze stupefacenti.

Il coraggio di una denuncia e il terribile bilancio del 2025

L’inchiesta, che ha visto un dispiegamento significativo di forze dell'ordine, trova un punto di partenza inatteso e lodevole nell’azione di una donna di Civitanova Marche. Questa madre, esasperata dalle continue richieste di denaro del figlio tossicodipendente, ha infatti deciso nel novembre del 2023 di denunciarlo, fornendo ai carabinieri una pista decisiva. Quel gesto, compiuto in un contesto di evidente sofferenza familiare, ha permesso di avviare le indagini che hanno portato allo smantellamento dell’intera organizzazione. Un episodio che si inserisce in un anno, il 2025, particolarmente drammatico per la regione Marche sul fronte della tossicodipendenza, con un numero elevato di decessi per overdose che, sebbene sottostimato nelle statistiche ufficiali, delinea un’emergenza sociale di vasta portata.

La 'ndrangheta e il suo radicamento nel territorio

Il caso dimostra come le attività della 'ndrangheta, in questo specifico contesto territoriale, non si limitino al mero commercio illecito di stupefacenti, ma strutturino una vera e propria capacità logistica e di protezione. L’ipotesi accusatoria rivolta a Cicciù senior – quella di avere, in sostanza, messo a disposizione auto e informazioni per garantire la sicurezza dei congiunti di Perricciolo durante i loro viaggi – disegna un meccanismo di mutuo soccorso criminale che rafforza la tenuta del gruppo e ne estende l’influenza. Una dinamica, questa, che travalica i confini nazionali, sfruttando la mobilità nello spazio Schengen per creare zone di relativo rifugio, rendendo più complesso il lavoro investigativo.

Sviluppi giudiziari e il peso delle prove

Le prove raccolte dai magistrati, che comprendono intercettazioni e riscontri oggettivi sui movimenti delle persone coinvolte, costituiscono ora il materiale sul quale si fonda l’impianto accusatorio. L’operazione "Potentia", nel suo complesso, rappresenta un colpo significativo non solo per il traffico di droga nell’area, ma anche per quella rete di complicità che spesso rimane nell’ombra, sostenendo i capi latitanti. La vicenda giudiziaria, con le sue diverse articolazioni, procede ora lungo il suo iter, mentre le forze dell’ordine continuano a lavorare per ricostruire l’intera catena di comando e le ramificazioni finanziarie dell’organizzazione.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.