Un concerto per Niscemi, la città colpita dalla frana si ritrova in piazza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La musica, si sa, possiede una forza che va ben oltre il semplice intrattenimento; e a Niscemi, dove la terra ha tremato e ceduto lo scorso gennaio portandosi via pezzi di vita quotidiana, quel suono diventa ora collante sociale. Il comune siciliano, situato nel cuore del nisseno, si appresta a vivere il suo primo grande evento pubblico dopo la tragedia del dissesto idrogeologico – una frana che ha richiesto mesi di messa in sicurezza e che ha lasciato ferite profonde nel tessuto urbano – e lo fa affidandosi all’abbraccio collettivo dell’arte. Sarà sabato 25 aprile, in piazza Vittorio Emanuele, il palco allestito per ospitare voci e strumenti di artisti che hanno risposto all’appello lanciato dalla stessa comunità colpita. Tra i primi nomi confermati, si segnalano Mario Biondi, i Sugarfree, Lello Analfino & Tinturia e Bellamorea; ciascuno di loro ha aderito senza esitazione, mettendo a disposizione il proprio repertorio per un pomeriggio – e chissà, forse una serata – che intreccerà la solidarietà con la voglia di ricominciare.
Il filo rosso della solidarietà che unisce artisti e cittadini
L’iniziativa, che porta il titolo evocativo “Art is this. L’arte è questa! Artisti uniti per Niscemi”, non nasce dal nulla, ma si inserisce perfettamente nel solco dei festeggiamenti della 44ª edizione della Sagra del Carciofo. Un connubio, quello tra tradizione enogastronomica e spettacolo, che già in passato aveva funzionato da motore per l’aggregazione; stavolta, però, c’è di mezzo il fango, le case sventrate e quella paura ancestrale che il terreno possa improvvisamente mancare sotto i piedi. L’organizzazione è stata curata dall’agenzia Puntoeacapo, la quale ha coordinato le adesioni senza sovraccaricare di retorica un evento che punta dritto alla sostanza: l’intero ricavato delle donazioni raccolte durante il concerto sarà destinato a un fondo dedicato, appositamente costituito per sostenere chi ha perso tutto o quasi. Nessuna passerella, insomma, ma un meccanismo trasparente dove ogni euro versato – lo precisano gli organizzatori – diventerà un mattone (metaforico o reale) per la ricostruzione.
L’alta formazione artistica scende in campo con un progetto parallelo
Non solo musica leggera o cantautorato siciliano, perché il fronte della solidarietà si allarga fino a coinvolgere il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR). Giovedì 9 aprile 2026, infatti, andrà in scena “AFAM4SICILY”, un evento promosso dai Conservatori di musica della Sicilia e della Sardegna insieme alle Accademie di Belle Arti di Palermo e Catania. Un’intera rete – quella dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) – si mobilita per mandare un segnale concreto: la cultura non resta chiusa in aula, ma scende in piazza per tamponare le ferite di un territorio che, dopo la frana di gennaio, ha visto la sua quotidianità spezzata. Se il concerto del 25 aprile si rivolge al grande pubblico, questa iniziativa del MUR punta i riflettori sul valore pedagogico e civile dell’arte; due eventi distinti, eppure complementari, che evitano qualsiasi competizione e anzi si rafforzano a vicenda.
Una piazza per ritrovarsi, lontano da ogni retorica
Sarà piazza Vittorio Emanuele, cuore pulsante di Niscemi, a trasformarsi in un salotto all’aperto dove il dolore non verrà negato ma neppure urlato. L’assenza di dettagli macabri o di cronaca nera esplicita – come impone un racconto rispettoso delle vittime – lascia spazio ai nomi degli artisti e alle date da segnare in agenda. Mario Biondi con la sua voce calda, i Sugarfree che hanno segnato un’epoca, Lello Analfino & Tinturia che portano il ritmo dell’isola, e Bellamorea: quattro realtà diverse, ma accomunate dalla scelta di prestare il proprio palco a una causa giusta. Nessun giudizio su chi avrebbe potuto fare di più o di meno, nessuna speculazione sui tempi della ricostruzione. Solo un fatto, nudo e crudo: il 25 aprile, a Niscemi, la musica tornerà a riempire il vuoto lasciato dalla frana. E chi potrà esserci, porterà con sé un contributo – materiale o emotivo – senza bisogno di discorsi altisonanti.




