Lecce, il bicchiere mezzo pieno di un pareggio che profuma di salvezza, ma la Cremonese resta a un passo

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A trecentosessanta minuti dal termine, vale a dire al termine della trentaquattresima giornata di questo campionato di Serie A che volge verso i consueti fuochi d’artificio finali, la situazione in casa giallorossa si colora di quel verde tenue della speranza, anche se l’architrave della porta resta pericolosamente aperta. Il punto conquistato ieri sera al Bentegodi – in quella che è stata una sfida avara di emozioni e ricca di tattica, chiusasi sullo 0-0 – ha permesso al Lecce di mantenere un vantaggio di una sola lunghezza sulla Cremonese, la quale, dopo la larga sconfitta subita nell’anticipo sul campo del Napoli, resta invece incollata al terzultimo posto che al momento condannerebbe alla retrocessione. Si tratta di un margine esile, un sottile filo d’erba sul quale Eusebio Di Francesco sta costruendo la sua rincorsa alla salvezza, ma che rappresenta oggettivamente un piccolo passo avanti se confrontato con la pressione psicologica che grava sulle spalle dei diretti inseguitori. Da fuori, certo, è facile scomodare le metafore e parlare di leggerezza, ma in questo frangente della stagione, la gestione dell’ansia da prestazione diventa una componente decisamente più importante della tecnica o della tattica.

L’analisi di Di Francesco e il brivido del gol annullato

Al termine del match, il tecnico pescarese ha parlato ai microfoni di Sky Sport cercando quel lato positivo che in una partita tanto equilibrata non sempre è immediato da individuare. “Dobbiamo assolutamente trovare il lato positivo di questa trasferta – ha osservato Di Francesco, sottolineando come il Verona, avversario di giornata, avesse ben meno da perdere rispetto ai salentini. Da fuori è facile parlare di giocare con leggerezza, ma un po' di nervosismo da parte nostra era da mettere in conto; a livello psicologico era complicato”. E in effetti la tensione s’è vista, concretizzatasi in un possesso palla a tratti sporco e in qualche scelta affrettata nell’ultimo passaggio, sebbene nella ripresa i salentini abbiano alzato il baricentro grazie alle sortite di Banda, diventato subito il terminale principale della manovra offensiva. Il Verona, d’altro canto, ha sfiorato il colpo grosso nel corso del recupero: la testa di Edmundsson ha trovato la via della rete, scatenando la gioia immediata del Bentegodi, ma l’arbitro Massa, dopo un check al Var, ha annullato tutto per un presunto fallo del difensore faroese ai danni del portiere Falcone. Una doccia gelata per i padroni di casa, che hanno così visto allontanarsi quella che sarebbe potuta essere una boccata d’ossigeno insperata.

Gol annullato ed Euro: il rammarico di Edmundsson

Proprio il protagonista involontario di quella rete cancellata, Andrias Edmundsson, ha espresso il proprio rammarico al termine della contesa, lamentando una decisione arbitrale a suo avviso fin troppo severa che gli ha negato quello che sarebbe stato il primo gol personale in massima serie. “Sono triste perché ero riuscito a segnare il mio primo gol in Serie A – ha dichiarato il giocatore –. Credo che sia stata una decisione sbagliata. Io ho preso posizione per saltare, ma per qualche motivo fischiano sempre fallo in favore del portiere”. Nonostante l’amarezza per l’episodio, il calciatore ha voluto comunque guardare avanti, evidenziando l’affetto che prova per la maglia gialloblù e l’entusiasmo generato da un ambiente come quello del Bentegodi, che nonostante le difficoltà di classifica continua a sostenere la squadra. Per lui, sulla programmazione futura, c’è già una certezza contrattuale: “Sono felice a Verona, mi trovo bene. Ho tre anni di contratto, la città mi piace e sarei contento di rimanere. Dobbiamo lavorare tutti insieme per iniziare già a programmare il futuro”.

La matematica e il sottile vantaggio sulla zona calda

Resta il fatto che, almeno per il Lecce, il bicchiere può e deve esser considerato mezzo pieno. Con trentaquattro punti in classifica, gli uomini di Di Francesco godono di un margine di sicurezza risicato ma concreto sulla zona retrocessione: quel +1 sulla Cremonese rappresenta al momento un cuscinetto psicologico non indifferente, considerando che mancano solo quattro partite alla fine. Il pareggio di Verona, seppur lontano dalla scintilla del gioco brillante mostrato in altre occasioni, ha il pregio di aver allontanato immediatamente lo spettro del sorpasso da parte dei grigiorossi, costringendo anzi questi ultimi a inseguire. La strada verso la quarta salvezza consecutiva è ancora impervia e disseminata di ostacoli, ma questo singolo punto potrebbe rivelarsi, con il senno di poi, uno di quegli step fondamentali che separano la Serie A dalla B. Il tempo, come sempre in questi casi, sarà il giudice supremo nel dirci se il sudore versato al Bentegodi sarà stato sufficiente a raggiungere l’obiettivo.

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