Conclave, De Donatis: "Non abbiamo ancora le idee chiare". Marx prevede un'elezione rapida
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Redazione Interno
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Mentre i cardinali si preparano a riunirsi per eleggere il successore di Francesco, le voci che emergono dai palazzi vaticani rivelano un clima di incertezza, ma anche di attesa per una scelta rapida. «Non abbiamo ancora le idee chiare», ha ammesso il cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere maggiore, dopo aver presieduto i riti delle Ceneri all’Aventino e guidato la processione del Mercoledì delle Ceneri. Pur senza sbilanciarsi sui nomi, ha aggiunto che il nuovo pontefice «dovrà avere una visione universale», lasciando intendere che il Collegio cardinalizio cerca una figura in grado di proseguire, almeno in parte, l’eredità di Bergoglio.
Sulla durata del conclave, però, le previsioni sono più nette. Il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga – la diocesi che fu di Joseph Ratzinger –, ha dichiarato ai giornalisti riuniti a Roma che l’elezione «non sarà lunga» e potrebbe concludersi in pochi giorni. Le sue parole, pronunciate poco dopo le esequie del papa, sembrano confermare l’intenzione di evitare un periodo di stallo, anche se i giochi restano aperti.
Tra i porporati progressisti, infatti, non c’è ancora un candidato unificato. Sebbene rappresentino la maggioranza in termini numerici, la frammentazione delle preferenze rischia di rallentare il processo. Nei conciliaboli informali, spesso tenuti lontano dai riflettori, si parla di troppi nomi in circolazione, ciascuno con un proprio seguito. Intanto, davanti alla tomba di Francesco, dove migliaia di fedeli continuano a recarsi in preghiera, i cardinali riflettono sulla necessità di trovare un erede che sappia mantenere lo slancio riformatore senza dividere ulteriormente la Chiesa.
Tra le ipotesi più concrete c’è quella di un conclave dominato dagli italiani. Secondo alcune indiscrezioni, il cardinale Pietro Parolin, ex segretario di Stato, potrebbe contare su un pacchetto iniziale di circa quaranta voti, posizionandosi come uno dei favoriti. Accanto a lui, altri nomi circolano con insistenza: quelli del cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, e di Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Sebbene le dinamiche possano cambiare rapidamente, è chiaro che il confronto si sta concentrando su figure in grado di mediare tra diverse sensibilità, senza rinunciare a un profilo internazionale.




