Il cardinale De Donatis: "Il conclave è un’esperienza di chiesa molto forte"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Milano, 22 aprile – "Il conclave è un’esperienza di chiesa molto forte". Parole che il cardinale Angelo De Donatis, tra i porporati chiamati a eleggere il nuovo pontefice, ha pronunciato durante un’intervista a RTL 102.5 condotta da Francesco Fredella. Un passaggio che, al di là del contesto formale, rivela il peso umano e spirituale di un momento unico per la Chiesa cattolica. "Si tocca con mano quella che è la povertà umana – ha aggiunto –, ma con quella povertà il Signore può fare grandi cose". Un riferimento, quest’ultimo, che sembra riecheggiare l’insegnamento di papa Francesco, del quale De Donatis ha ricordato un consiglio personale: "Non perdere mai l’umorismo".

Il prossimo conclave, che si aprirà tra pochi giorni, vedrà riuniti i cardinali elettori – circa 120, escludendo quelli ultraottantenni – chiamati a scegliere il successore di Bergoglio. Due terzi di loro sono stati nominati proprio da Francesco nel corso del suo decennale pontificato, un dato che riflette l’impronta lasciata dal Papa uscente: una Chiesa più inclusiva, attenta alle periferie, ma anche divisa tra correnti progressiste e conservatrici.

Intanto, al di fuori delle sacre mura, si moltiplicano le speculazioni sui possibili candidati. Curiosamente, un’emittente francese ha interpellato un’intelligenza artificiale per stilare una classifica dei favoriti. ChatGPT ha indicato il cardinale Pietro Parolin, attuale segretario di Stato vaticano, come il più probabile successore, attribuendogli una "probabilità del 27,6%". Un esercizio di fantasia, ovviamente, che nulla toglie alla serietà di un processo elettorale secolare, scandito da votazioni, fumate e silenzi.

In queste ore, però, l’attenzione è rivolta ai funerali del Papa, che saranno celebrati sabato dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio. Originario di Borno, in Val Camonica, Re – classe 1934 – è una figura storica della Curia, da anni lontano dai riflettori ma ancora legato alla sua terra, dove tornava ogni maggio per amministrare le cresime. Un compito, quello di guidare le esequie, che spetta a lui per ruolo, ma che assume un significato particolare in un momento di transizione così delicato.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.