De Donatis ammette incertezze sul conclave, mentre Ruini guida i conservatori e Parolin resta in lizza
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Redazione Interno
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Mentre si avvicina la data delle congregazioni generali che decideranno l’inizio del conclave, il cardinale Angelo De Donatis, Penitenziere maggiore, ha riconosciuto che tra i porporati «non abbiamo ancora le idee chiare» riguardo alla successione di Francesco. Le sue parole, pronunciate al termine dei vespri a Santa Maria Maggiore, riflettono un clima di attesa in cui le correnti interne alla Chiesa iniziano a delinearsi senza che emerga una direzione univoca.
Da una parte, i conservatori si stanno organizzando sotto la regia dell’ex vicario di Roma Camillo Ruini, puntando a ribaltare alcune delle svolte più discusse del pontificato attuale. «Il programma è già scritto: cancellare le aperture su divorziati risposati e coppie gay, rivedere la sinodalità e correggere le riforme finanziarie», osserva Gian Franco Svidercoschi, sottolineando come il cardinale Giuseppe Betori rappresenti per molti la «carta coperta» di questo schieramento.
Intanto, il 28 aprile si terrà la quinta congregazione generale, durante la quale verrà stabilita la data ufficiale del conclave. Secondo le norme liturgiche, l’elezione dovrà avvenire tra il 15esimo e il 20esimo giorno dalla morte del pontefice, collocando l’inizio delle votazioni tra il 5 e l’11 maggio. Un calendario che lascia ancora spazio alle manovre, mentre cresce l’attenzione verso figure come Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano dal 2013 e considerato un candidato in grado di coniugare continuità e mediazione.
Nato a Schiavon nel 1955, Parolin ha costruito la sua carriera nella diplomazia pontificia, dimostrando una rara capacità di navigare tra le tensioni interne ed esterne alla Santa Sede. La sua origine veneta, legata a una famiglia di commercianti e insegnanti, ha contribuito a formare un profilo discreto ma profondamente radicato nella tradizione ecclesiastica. Sebbene non sia l’unico nome in circolazione, la sua esperienza e il ruolo ricoperto negli ultimi anni lo rendono un punto di riferimento per quanti cercano una transizione senza strappi.




