L'AI ripulisce le smart TV da pubblicità e tracciamento: come funzionano gli script del "debloating"

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Aprire Netflix o selezionare una porta HDMI dovrebbe richiedere pochi secondi. Su molte smart TV, invece, l'utente deve attraversare suggerimenti, contenuti sponsorizzati e menu che nel tempo diventano sempre meno reattivi. La novità degli ultimi giorni arriva da GitHub, dove alcuni sviluppatori stanno sfruttando agenti di intelligenza artificiale per rendere i televisori meno "intelligenti" e più simili a semplici schermi: l'obiettivo è disattivare pubblicità, telemetria e funzioni indesiderate senza aprire fisicamente l'apparecchio.

Il caso Xiaomi e l'agente Claude Code

Il racconto diventato virale in poche ore è quello di Gathin T., sviluppatore indiano che si è trovato di fronte alla TV Xiaomi dei genitori, bloccata da una pubblicità sponsorizzata prima ancora di poter accedere a Netflix. La soluzione scelta è stata poco ortodossa: ha fornito a Claude Code, l'agente di programmazione di Anthropic, il numero di modello del televisore. L'agente ha individuato la TV sulla rete Wi-Fi domestica, ha rimosso 25 pacchetti software Xiaomi e ha scritto un nuovo launcher, rendendo l'interfaccia simile a quella di una Apple TV.

Il progetto, battezzato CleanYourTV, è stato pubblicato su GitHub con tanto di prompt riutilizzabile, e nel giro di due giorni diverse migliaia di persone lo hanno replicato sui propri televisori.

Come funziona il debloating via rete

Il meccanismo alla base di questi strumenti non richiede il root del dispositivo né lo smontaggio del pannello. La maggior parte dei progetti funziona su televisori con Android TV o Google TV, sfruttando l'Android Debug Bridge (ADB), lo stesso protocollo disponibile sugli smartphone Android, attivabile dalle opzioni sviluppatore del televisore. Computer e TV vanno collegati alla stessa rete Wi-Fi o Ethernet; a quel punto l'agente AI invia i comandi per disattivare i pacchetti indesiderati, senza disinstallarli, così che un eventuale ripristino resti sempre possibile.

Oltre a CleanYourTV, sono nati progetti come TV Detox e Dumb TV, quest'ultimo esteso anche ad alcuni dispositivi con Fire OS.

I limiti su Samsung, LG e Fire TV

L'efficacia di questi script non è universale. CleanYourTV, nella sua documentazione, elenca centinaia di modelli testati appartenenti a marchi come Sony, TCL, Hisense, Philips e Xiaomi, ma i televisori Samsung con Tizen e LG con webOS utilizzano sistemi operativi diversi da Android e non possono essere ripuliti allo stesso modo. Su Fire TV l'operazione funziona solo in parte, perché Amazon blocca la sostituzione della schermata home.

Restano inoltre i rischi segnalati dagli stessi sviluppatori: la debug di rete non è crittografata e, su alcuni firmware, chiunque si trovi sulla stessa Wi-Fi potrebbe assumere il controllo del televisore, per cui è consigliabile disattivare il debug una volta terminata la procedura. Va considerato anche che modificare il software del televisore può invalidare la garanzia, soprattutto sui modelli più recenti.

Il contesto: le accuse a LG e il tracciamento ACR

L'interesse per questi strumenti arriva in un periodo di crescente attenzione verso le pratiche di raccolta dati dei produttori. A settembre LG ha respinto le accuse secondo cui i suoi televisori registrerebbero continuamente le conversazioni ambientali, sostenendo che il riconoscimento vocale si attiva solo con la pressione del tasto sul telecomando o con una parola di attivazione, e che l'audio viene elaborato localmente.

La società ha precisato che la funzione di riconoscimento automatico dei contenuti (ACR), che analizza ciò che appare sullo schermo per finalità pubblicitarie, è opzionale e disattivata per impostazione predefinita. La maggior parte degli strumenti di debloating interviene proprio su questi servizi, disattivandoli insieme ai pacchetti promozionali preinstallati.

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