L'Italia di pallamano chiude le amichevoli con una sconfitta, ora si guarda all'Europeo
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Redazione Sport
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La strada verso gli Europei 2026 di pallamano, che vedranno impegnate le nazionali continentali dal 15 gennaio al primo febbraio tra Svezia, Danimarca e Norvegia, ha riservato per l'Italia un finale di preparazione amaro, seppur non privo di segnali da valutare con attenzione. Dopo aver brillantemente vinto il primo test a Trieste contro la Romania e aver replicato in terra faroese, gli azzurri hanno ceduto nel secondo confronto con le Isole Faroe, superati sul punteggio di 38-34 in una partita caratterizzata, ancora una volta, da un ritmo offensivo molto sostenuto. Questa sconfitta, che chiude il ciclo di amichevoli, non offusca il traguardo storico già raggiunto: il ritorno alla fase finale di un campionato europeo dopo ventotto anni di assenza, un periodo lunghissimo durante il quale la disciplina ha vissuto trasformazioni profonde, tecniche e tattiche, che rendono ancor più significativa la qualificazione ottenuta.
Il bilancio del CT dopo il match di Tórshavn
Il commento del commissario tecnico Bob Hanning, nel dopo-partita, ha fornito un'analisi obiettiva della prestazione, concentrandosi sui punti da migliorare in vista dell'appuntamento che conta. “Da una parte – ha osservato – l'attacco ha funzionato bene, confermando le potenzialità viste nelle gare precedenti; dall'altra, abbiamo concesso gol troppo facili, frutto di qualche disattenzione in fase di transizione e di difesa”. Parole che delimitano con chiarezza il lavoro da fare nei pochi giorni rimanenti, senza allarmismi ma con la necessaria determinazione. Lo staff tecnico, inoltre, è al lavoro per valutare le condizioni di alcuni giocatori che stanno gestendo piccoli problemi fisici, un aspetto cruciale nella gestione di un gruppo chiamato a sostenere uno sforzo intenso in un torneo a girone.
Il Girone F e il primo ostacolo islandese
Il cammino italiano nel torneo si dipanerà a Kristianstad, in Svezia, all'interno di un Girone F che presenta sfide di altissimo livello. Ad attendere la formazione di Hanning ci saranno, nell'ordine, l'Islanda, l'Ungheria e la Polonia: avversarie di rango, ognuna con un palmarès e caratteristiche tecniche che impongono il massimo rispetto. La prima di queste, in programma il 16 gennaio, sarà proprio contro la compagine islandese, un esordio che richiederà concentrazione assoluta sin dal primo fischio. Si tratta di un match chiave, poiché un risultato positivo potrebbe creare un prezioso slancio psicologico per le successive e impegnative giornate contro magiari e polacchi, in una lotta per la qualificazione dove solo le prime due classificate del girone potranno accedere alla fase successiva.
La concentrazione massima sul via
Ogni considerazione, a questo punto, deve lasciare il passo alla pura attesa dell'inizio dei giochi. I giorni a disposizione per affinare i meccanismi, sia in difesa che in attacco, sono ormai contati e la sconfitta con le Faroe, se analizzata nella giusta prospettiva, può costituire un monito utile più di una facile vittoria. L'obiettivo della squadra, che ha già scritto una pagina importante tornando su un palcoscenico tanto prestigioso, è ora quello di essere competitiva in ogni minuto di gioco, cercando di tradurre in risultati concreti il percorso di crescita intrapreso. L'Europa della pallamano, con i suoi ritmi serrati e la sua fisicità, attende di vedere quale sarà il reale peso di questa Italia, reduce da un'assenza generazionale e desiderosa di dimostrare di non essere lì per fare semplice figura.
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