Nuovi assalti al liceo Righi, la tensione sale tra aule e politica
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Redazione Interno
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La sera di martedì, mentre la città si avvolgeva nel consueto tramonto, un gruppo di persone incappucciate, i volti celati da elmetti, ha tentato un nuovo e preoccupante assalto al liceo scientifico Righi, dove prosegue l’occupazione studentesca. L’azione, che segue di sole ventiquattr’ore un primo tentativo di irruzione attribuito a formazioni dell’estrema destra armate di bastoni, ha visto una decina di individui divellere la recinzione esterna e forzare una finestra del vicino liceo classico Tasso, struttura adiacente al Righi e con esso comunicante attraverso un semplice varco. Gli studenti, che avevano già denunciato le violenze della sera precedente, si sono così trovati a fronteggiare una strategia d’infiltrazione più articolata, volta a superare le loro difese approfittando della contiguità degli edifici.
Una strategia che si ripete
Quello di martedì rappresenta, di fatto, il terzo episodio in una sequenza di aggressioni che sembra seguire un copione ben preciso, con militanti dell’ultradestra che, dopo i lanci di bottiglie di lunedì, hanno cercato di penetrare nell’istituto occupato agendo da un ingresso secondario. L’obiettivo, stando a quanto ricostruito, era quello di aggirare le barricate erette dagli studenti per poi sfondare la porta di comunicazione interna, una modalità operativa che evidenzia una certa pianificazione e che ha inevitabilmente inasprito il clima di paura e di allerta tra coloro che presidiano la scuola.
Il dibattito si accende in Parlamento
La gravità dei fatti, che hanno visto persone mascherate inneggiare con slogan riconducibili a un nostalgico fascismo e rivolgere minacce esplicite agli studenti, ha avuto un’immediata eco in Parlamento, dove si è consumato un aspro botta e risposta. Il deputato Andrea Casu del Partito Democratico, che aveva già richiesto un’informativa urgente in seguito ai primi due raid, ha rinnovato la sua sollecitazione, chiedendo che sia la premier Giorgia Meloni a riferire in merito all’accaduto. La sua presa di posizione, che accusa il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli di “prendersela con le vittime”, ha portato alla luce le profonde divergenze nell’interpretazione di eventi tanto delicati.
La richiesta di intervento del governo
Le opposizioni politiche, dal canto loro, hanno definito “gravissimi” i ripetuti assalti, sottolineando come i giovani militanti sembrerebbero agire nella convinzione di godere di una qualche forma di copertura. L’invito rivolto all’esecutivo è duplice: da un lato, si chiede di rispondere con celerità alle interrogazioni parlamentari già presentate, e dall’altro, si sollecita un intervento della presidente del Consiglio in Aula, affinché illustri quali misure concrete intenda adottare per contrastare quella che viene percepita come un’inquietante recrudescenza di violenza politica.




