Occupazione in Italia a maggio: 80mila posti, ma il boom è solo per gli over 50
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Redazione Economia
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L’Istat certifica un nuovo record storico: a maggio 2025 gli occupati in Italia hanno raggiunto i 24,3 milioni, il livello più alto dall’inizio delle serie mensili, nel 2004. Un dato che, se confrontato con il periodo pre-pandemia, mostra un incremento di quasi 1,3 milioni di lavoratori. La crescita su base mensile è dello 0,2%, con 80mila posti in più rispetto ad aprile, mentre su base annua l’aumento sfiora i 408mila unità. Il tasso di occupazione sale così al 62,9%, trainato soprattutto dalla tenuta del lavoro tra gli over 50, che compensano le difficoltà delle fasce più giovani.
Se da un lato il mercato del lavoro sembra in salute, dall’altro emergono dinamiche contrastanti. La disoccupazione, infatti, registra un lieve rialzo, attestandosi al 6,5%, mentre il tasso di inattività scende al 32,6%. Un paradosso solo apparente, poiché l’aumento dei disoccupati è legato al fatto che più persone, abbandonando la condizione di inattività, si dichiarano disponibili a cercare un impiego. Tuttavia, il vero nodo rimane la disparità generazionale.
Gli over 50, che continuano a beneficiare di politiche pensionistiche restrittive e di una maggiore stabilità contrattuale, hanno visto un incremento di 572mila occupati su base annua. Al contrario, i giovani tra i 15 e i 24 anni perdono 47mila posti, mentre nella fascia 35-49 anni si contano 120mila occupati in meno. Solo i 25-34enni mantengono una sostanziale stabilità, seppur senza segnali di miglioramento. Un divario che, come sottolineano i dati Eurostat, colloca l’Italia ancora lontana dalla media Ue, dove il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni supera il 76%.




