L'occupazione frena ad agosto, ma per gli over 50 il quadro resta positivo
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Redazione Economia
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Gli ultimi dati diffusi dall’Istat, che fotografano la situazione occupazionale del mese di agosto, segnalano una battuta d’arresto dopo una fase prolungata di crescita. Nel confronto con il mese di luglio, si registra infatti un calo di 57mila occupati, un dato che, seppur contenuto, interrompe un trend positivo e costringe a una lettura più articolata del fenomeno. Se si guarda allo stesso periodo dell’anno precedente, il saldo rimane ampiamente favorevole, con un aumento di 103mila unità, sebbene anche questo incremento annuale mostri un evidente rallentamento rispetto ai ritmi registrati nei mesi precedenti. Il numero complessivo di persone al lavoro si attesta così a 24 milioni e 170mila, un livello comunque elevato ma che suggerisce una fase di transizione.
Un calo che colpisce soprattutto gli under 50
Analizzando le cifre nel dettaglio, emerge un quadro composito dove a soffrire maggiormente la flessione sono state alcune categorie specifiche. La diminuzione, che equivale a un -0,2% su base mensile, ha coinvolto in misura significativa sia gli uomini che le donne, con un impatto particolarmente marcato tra i lavoratori under 50. A questo calo degli occupati ha fatto da contraltare un simultaneo aumento del numero di disoccupati, concentrato specialmente tra gli uomini e nella fascia d’età compresa tra i 24 e i 49 anni, mentre il tasso di disoccupazione generale è rimasto stabile al 6%. Parallelamente, è cresciuto anche il numero degli inattivi, coloro cioè che non cercano un impiego o non sono disponibili a lavorare, con un incremento dello 0,5% pari a 60mila unità.
La tenuta occupazionale degli over 50
In questa fotografia non omogenea, spicca però il dato relativo agli over 50, un segmento della forza lavoro per il quale la tendenza rimane incoraggiante e in netta controtendenza. Per loro, la crescita occupazionale non solo non si è arrestata ma prosegue il suo cammino, confermando un rapido invecchiamento della composizione del mercato del lavoro italiano. A livello contrattuale, si osserva una diminuzione dei dipendenti permanenti, scesi a 16 milioni 432mila, e di quelli a termine, che sono 2 milioni 516mila, mentre registrano un segno positivo gli autonomi, saliti a 5 milioni 223mila.
La lettura del sindacato e il ruolo della formazione
Sul tema è intervenuto Paolo Capone, leader dell’UGL, il quale ha definito “significativi” i dati Istat, sottolineando come, nonostante il calo congiunturale, il quadro complessivo mantenga una connotazione positiva. “Dalle rilevazioni – ha affermato Capone – emerge un calo pari a 57mila occupati rispetto a luglio, ma il quadro complessivo resta positivo, con un incremento su base annua pari a 103mila occupati in più rispetto ad agosto 2024”. Il sindacalista, interpretando le cifre, ha quindi indicato come prioritario investire sulla formazione, considerandola un elemento strategico per consolidare e dare prospettiva di lungo periodo a un andamento che, nonostante tutto, conserva elementi di robustezza.




