Medici pensionati in Sardegna, la crisi degli ambulatori

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Redazione Salute Redazione Salute   -   In Sardegna, la situazione degli ambulatori medici è precipitata in un caos totale. La legge regionale, approvata la scorsa estate per tamponare la carenza di medici di base, ha permesso il ritorno al lavoro dei medici pensionati. Tuttavia, il governo ha impugnato questa norma, sostenendo che i medici in pensione devono restare tali e non essere reclutati per colmare le lacune del sistema sanitario. Di conseguenza, 470 ambulatori su 1400 sono rimasti scoperti, lasciando migliaia di sardi senza assistenza medica.

Nonostante la decisione del governo, i medici in pensione che avevano ripreso servizio negli Ascot della provincia di Oristano potranno continuare a lavorare, almeno fino al verdetto della Corte costituzionale. Il direttore generale dell'Asl 5, Angelo Maria Serusi, ha rassicurato che il servizio andrà avanti, ma le Asl hanno già deciso di sospendere l'iniziativa per evitare responsabilità future dei direttori.

La situazione è particolarmente critica nelle aree disagiate della Sardegna, dove la carenza di medici è più grave. I medici in pensione, che avevano dato la loro disponibilità a tornare a lavorare, sono stati costretti a fermarsi, lasciando ancora più scoperti gli ambulatori. La legge regionale, che avrebbe potuto alleviare la crisi, è ora in attesa del giudizio della Corte costituzionale, ma nel frattempo la situazione continua a peggiorare.

In questo contesto di sfascio totale, la decisione del governo di impugnare la norma regionale ha suscitato molte polemiche. I medici in pensione, che avevano ripreso servizio per senso di responsabilità e per aiutare la popolazione, si trovano ora in una situazione di incertezza.

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