Vittorio Sgarbi: "Sto bene e presto mi sposo", la replica alla figlia su richiesta amministratore di sostegno
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Redazione Interno
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Vittorio Sgarbi replica con durezza alla figlia Evelina, che ha chiesto al tribunale di nominare per lui un amministratore di sostegno. Il critico d'arte, intervistato dal Corriere della Sera, ha definito la mossa "un'offesa profondamente dolorosa" e ha annunciato le prossime nozze con Sabrina Colle come prova del suo pieno benessere.
La richiesta della figlia e la reazione di Sgarbi
Evelina Sgarbi, venticinquenne, ha presentato ricorso sostenendo che il padre, reduce da un periodo di cure per depressione al Policlinico Gemelli, non sia più in grado di gestire autonomamente i propri interessi. Sgarbi, attualmente in Toscana, ha respinto con veemenza ogni accusa di incapacità, attribuendo la richiesta a motivazioni economiche. “Evelina è esosa, la mantengo io e vuole di più”, ha dichiarato, lasciando intendere un tentativo di controllo sulle sue finanze.
Le nozze come dichiarazione di autonomia
In piena polemica, Vittorio Sgarbi contrappone all'immagine di un uomo fragile l'annuncio di un nuovo capitolo della sua vita: il matrimonio con la compagna Sabrina Colle. “Sto bene e presto mi sposo” è la sua risposta più efficace per affermare la propria lucidità e serenità. L'annuncio diventa così una prova concreta della sua autonomia decisionale.
Uno scontro familiare oltre i riflettori
La vicenda, ora nelle mani dell'autorità giudiziaria, svela uno scontro privato per una figura pubblica come Sgarbi. Se da un lato Evelina sostiene di aver agito per il bene del padre, dalle parole di lui emerge una profonda ferita personale. La disputa va oltre la questione legale, toccando le radici del rapporto padre-figlia e dinamiche familiari lontane dai riflettori.




