Elezioni in Russia, Russia Unita stravince: 355 seggi e affluenza record

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il partito di governo russo ha consolidato la propria posizione dominante nella Duma di Stato, incassando un risultato che non ha precedenti nella storia politica della Federazione. Secondo i dati diffusi dalla Commissione Elettorale Centrale, dopo lo scrutinio di oltre il 95 per cento delle schede, Russia Unita ha ottenuto il 57,83 per cento dei voti, conquistando 355 seggi sui 450 totali dell'assemblea legislativa. Si tratta di un balzo significativo rispetto ai 324 seggi ottenuti cinque anni fa, quando il partito si era fermato a poco meno del 50 per cento delle preferenze.

Il nuovo parlamento vedrà la presenza di quattro formazioni politiche, con il Partito Comunista della Federazione Russa in seconda posizione al 13,81 per cento, seguito dal Partito Liberal-Democratico all'8,98 per cento e dal partito Nuovo Popolo al 7,94 per cento. La formazione Russia Giusta non avrebbe superato la soglia di sbarramento del 5 per cento, fermandosi al 4,96 per cento, anche se la presidente della commissione elettorale Ella Pamfilova ha lasciato aperta la possibilità di un ribaltamento in seguito allo spoglio delle ultime schede.

Il dato che ha colpito maggiormente gli osservatori è quello relativo alla partecipazione al voto, che si è attestata al 59 per cento, segnando un incremento di oltre sette punti percentuali rispetto al 51,68 per cento registrato nel 2021. La tornata elettorale si è svolta nell'arco di tre giorni, dal 18 al 20 settembre, coinvolgendo dieci partiti ammessi alla competizione.

La presidente della commissione elettorale ha definito quello raggiunto un livello record per elezioni di questo tipo, sottolineando come si tratti della più alta affluenza mai registrata per il rinnovo della camera bassa del parlamento russo. Il voto si è tenuto anche nei territori ucraini occupati e annessi dalla Russia, circostanza che ha suscitato pesanti critiche a livello internazionale.

Diversi esponenti dell'opposizione hanno denunciato presunte irregolarità nel corso delle operazioni di voto, mentre la commissione elettorale ha segnalato attacchi informatici ai sistemi di voto online e incursioni di droni ucraini durante le giornate elettorali.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha commentato i risultati sottolineando come i dati indichino il più alto livello di consenso attorno al capo dello Stato all'interno della società russa. Peskov ha inoltre annunciato che il presidente Vladimir Putin incontrerà nei prossimi giorni la presidente della commissione elettorale Pamfilova, insieme ai rappresentanti delle diverse frazioni parlamentari e ai deputati eletti. Il risultato consegna a Russia Unita una maggioranza costituzionale che le permette di approvare modifiche alla carta fondamentale senza il sostegno di altre forze politiche.

Nel nuovo emiciclo faranno ingresso anche diversi veterani del conflitto in Ucraina, candidati nelle liste del partito di governo, a testimonianza del legame sempre più stretto tra l'apparato politico e le forze armate impegnate sul campo.

La tornata elettorale ha immediatamente provocato una dura presa di posizione da parte delle istituzioni europee. L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Kaja Kallas, ha definito il voto un grave passo indietro per la democrazia russa, sostenendo che a Mosca sia rimasta soltanto una parvenza di sistema democratico. Kallas ha accusato il Cremlino di aver soffocato il dissenso, escludendo l'unico partito registrato che si opponeva al conflitto in Ucraina e impedendo l'accesso agli osservatori elettorali internazionali.

L'Unione Europea ha annunciato l'intenzione di adottare sanzioni nei confronti dei responsabili dell'organizzazione delle votazioni nei territori ucraini occupati, ribadendo che né lo svolgimento delle elezioni né i loro risultati verranno mai riconosciuti. Da parte ucraina, il ministero degli Esteri ha diffuso una nota in cui si sottolinea come nessuna consultazione organizzata sotto la minaccia delle armi possa modificare lo status internazionalmente riconosciuto di quei territori.

Il voto si è tenuto in un momento particolarmente complesso per l'economia russa, che nel primo trimestre dell'anno ha registrato una contrazione dello 0,2 per cento, la prima dopo tre anni di crescita. Le pressioni legate alle sanzioni occidentali e ai costi della guerra continuano a farsi sentire su famiglie e imprese, con un aumento dei prezzi e dei tassi di interesse che ha raggiunto i livelli più alti degli ultimi vent'anni.

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