Elezioni in Russia, Russia Unita stravince con 355 seggi. Kallas: «In Russia rimane solo la parvenza di democrazia»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il partito Russia Unita, che sostiene il presidente Vladimir Putin, ha ottenuto il 57,83% dei voti e si è aggiudicato il numero record di 355 seggi alla Duma di Stato, che ne conta 450. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale dopo lo scrutinio di oltre il 95% delle schede.

Nelle precedenti elezioni, cinque anni fa, Russia Unita si era fermata a 324 seggi, mentre nel 2016 il suo record era di 343 deputati.

Il risultato attuale supera entrambi e consegna alla formazione del Cremlino una supermaggioranza che le permetterebbe anche di modificare la Costituzione, se necessario.

L'affluenza è stata del 59%, in rialzo rispetto al 51,7% registrato nel 2021. La presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova, ha ringraziato i russi per aver votato nonostante quella che ha definito «pressione psicologica» sul Paese.

Il Partito Comunista della Federazione Russa si è piazzato al secondo posto con il 13,81% dei voti e 40 seggi. Il Partito Liberal Democratico ha ottenuto l'8,98% e 25 seggi, mentre il partito Gente Nuova il 7,96% dei voti e 20 seggi. Russia Giusta non ha superato la soglia di sbarramento del 5%, fermandosi al 4,96%.

Il voto si è svolto in tre giorni ed è stata la prima elezione parlamentare in Russia dall'inizio dell'offensiva su larga scala contro l'Ucraina nel 2022. Nessun partito contrario al conflitto è stato ammesso alla competizione: il partito Yabloko, l'unico esplicitamente contrario alla guerra, era stato escluso dalla Corte Suprema il 10 agosto scorso per presunte violazioni sulle norme di finanziamento delle campagne elettorali.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha commentato il risultato affermando che «questi dati indicano il più alto livello di consenso all'interno della società russa attorno al capo dello Stato».

L'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito le elezioni «una farsa», scrivendo sui social che «le cosiddette elezioni della Duma hanno segnato un altro importante colpo per la democrazia russa. Il loro esito non è mai stato in dubbio».

Kallas ha accusato il Cremlino di aver «soffocato il dissenso, escluso l'unico partito registrato che si opponeva alla sua guerra in Ucraina e impedito l'accesso agli osservatori elettorali internazionali», aggiungendo che «in Russia rimane solo la parvenza di democrazia». L'Alta rappresentante ha inoltre annunciato di aver proposto misure contro «coloro che facilitano queste elezioni fittizie nei territori ucraini occupati».

Il voto si è svolto anche nelle regioni ucraine occupate e annesse dalla Russia, circostanza che l'Unione europea ha già dichiarato di non riconoscere né ora né mai.

Sul fronte diplomatico, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato una telefonata con il presidente americano Donald Trump e la decisione di incontrarsi a New York durante i lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Zelensky ha parlato di «una spinta diplomatica in corso» e ha affermato che l'incontro «può cambiare molte cose».

Secondo quanto riferito, l'amministrazione americana sta spingendo per un cessate il fuoco nel settore energetico e per la ripresa dei negoziati tra Mosca e Kiev. Il segretario del Consiglio di sicurezza e difesa ucraino, Rustem Umerov, ha dichiarato che negli ultimi colloqui ci sono stati «progressi significativi», con gli ostacoli ridotti «da decine a una o due questioni chiave».

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