Nocciole, a Castagnole delle Lanze il primo prezzo della stagione: 10 euro a punto resa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dieci euro a punto resa. È questa la cifra che segna l’avvio della nuova stagione corilicola piemontese, un valore emerso ufficialmente il 31 agosto a Castagnole delle Lanze, in occasione della 167ª Fiera della Nocciola. La Commissione preposta, composta da rappresentanti delle diverse anime della filiera, ha indicato quello che si configura come un primo indirizzo per la campagna di commercializzazione, un parametro destinato a orientare le contrattazioni delle prossime settimane.

La cifra, che fa riferimento al cosiddetto punto resa, rappresenta il valore massimo attribuibile alle partite di qualità elevata, offrendo così un termine di paragone per l'intero comparto che, come spesso accade, si trova a fare i conti con le asperità di un'annata agricola complessa.

La giornata della fiera e le autorità presenti

La kermesse, giunta alla sua 167ª edizione, si è svolta presso la scuola elementare di San Bartolomeo, richiamando un nutrito pubblico fin dalle prime ore della giornata. L'evento, che unisce la tradizione agricola alla promozione del territorio, ha visto la partecipazione di numerose autorità pubbliche, con i sindaci delle Langhe e del Monferrato a fare da cornice istituzionale, affiancati da rappresentanti della Regione Piemonte e da una nutrita delegazione delle forze dell'ordine, tra cui militari della Guardia di Finanza e Carabinieri.

La presenza di queste figure, oltre a sottolineare l'importanza della manifestazione per l'economia locale, ha messo in luce l'attenzione delle istituzioni verso un settore che rappresenta un'eccellenza agroalimentare.

Prima della cerimonia ufficiale di annuncio del prezzo, il pubblico è stato intrattenuto dallo spettacolo comico di Gianluca Impastato, che ha aperto la giornata strappando numerose risate; al termine della sua esibizione, l'Amministrazione comunale di Castagnole ha voluto omaggiare l'artista con un riconoscimento particolare, la certificazione di “adottante” di un filare di uva Barbera, suggellando simbolicamente il legame tra la comicità e le eccellenze enologiche del territorio.

La reazione dei produttori e le aspettative sul mercato

Tra i produttori presenti, la quotazione di 10 euro a punto resa è stata accolta con un cauto ottimismo, sebbene consapevoli delle difficoltà che hanno caratterizzato l'intero ciclo produttivo. Daniela Ferrando, corilicoltrice e presidente di Cia Alessandria-Asti, ha commentato il dato sottolineando come questo rappresenti un buon punto di partenza, destinato a tradursi in cifre più concrete per i conferitori.

Secondo le prime proiezioni, infatti, la quotazione di riferimento dovrebbe portare il valore del prodotto a superare i 400 euro al quintale per le partite di buona qualità, un segnale importante per un comparto che negli ultimi anni ha dovuto fronteggiare oscillazioni di mercato non sempre favorevoli. La campagna di raccolta, attualmente giunta circa a metà del suo svolgimento, si presenta con caratteristiche qualitative discrete, e la speranza degli operatori è che il mercato recepisca tempestivamente questo segnale, premiando il lavoro degli agricoltori e la bontà del prodotto locale.

Le avversità climatiche e il ridimensionamento produttivo

Le premesse di inizio stagione, va detto, erano decisamente più rosee. Durante la primavera, i noccioleti piemontesi avevano mostrato un carico di frutti tale da far presagire un raccolto eccezionale, con previsioni iniziali che lasciavano intendere un'annata da record sia per quantità che per qualità. Tuttavia, l'andamento climatico delle settimane successive ha drasticamente ridimensionato queste speranze.

Il caldo prolungato, la persistente siccità e, a seconda delle specifiche aree geografiche, i danni causati dalle cimici e dalle violente grandinate hanno inflitto un duro colpo alle coltivazioni, determinando una flessione della produzione che in alcune zone ha raggiunto picchi del 30 per cento.

Questa riduzione dell'offerta, paradossalmente, potrebbe giocare a favore delle quotazioni, sostenendo i prezzi in un contesto di minore disponibilità di prodotto, ma la speranza degli addetti ai lavori è che il mercato, pur in presenza di un'offerta inferiore, consolidi un valore equo e remunerativo per chi ha subito le perdite.

L'indicazione fornita a Castagnole delle Lanze, pertanto, non è solo un numero, ma un segnale concreto per l'intera economia della nocciola piemontese, un comparto che vale milioni di euro e che coinvolge migliaia di aziende agricole disseminate tra Langhe, Roero e Monferrato. La quotazione a 10 euro per punto resa, unita alla prospettiva di superare i 420 euro al quintale per le partite di prima fascia, costituisce un faro per i prossimi mesi, in attesa di capire come evolverà la domanda interna ed estera.

La strada è ancora lunga, ma la partenza sembra quella giusta, anche se il cammino è lastricato di incognite legate a un clima sempre più imprevedibile e a un mercato globale estremamente volatile.

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