Il pugno alla nuca e la notte in discoteca a Barcellona: il giallo dell’aggressione a Nicola Maggiotto
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Redazione Interno
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La marea di giovanissimi monta costantemente davanti all’ingresso del SeaSea club, al Port Fòrum di Barcellona; Uber e taxi li lasciano a pochi metri dal locale fronte porto e loro, con il biglietto già acquistato sul cellulare perché "altrimenti non entri", premono per varcare la soglia in una bolgia fatta di ciabatte, costume e occhiali da sole.
Tra le ragazze, pareo e pochette, e in quella folla eterogenea, dove l’italiano risulta essere la lingua più parlata, si muove anche Nicola Maggiotto, ventunenne di Asolo, nel Trevigiano, che di lì a poco sarebbe finito in coma artificiale all’ospedale del Mar, il più importante della capitale catalana, per un colpo alla nuca sferrato alle spalle da uno sconosciuto.
Il racconto dei genitori e il risveglio dalla terapia intensiva
Daniele, 57 anni, trasportatore, e Loretta, stessa età, dipendente di un'azienda di giocattoli, escono assieme dal reparto di Terapia intensiva tenendosi per mano; è un gesto che racchiude tutta l’angoscia e la speranza di due genitori che da mercoledì notte vivono attaccati al telefono e ai bollettini medici. I sanitari, pur senza fornire certezze, hanno invitato la famiglia a non disperare, e i segnali, seppur minimi, sembrerebbero orientarsi verso un lieve miglioramento delle condizioni del ragazzo, sebbene il quadro resti critico e la prognosi riservata.
L’aggressione, avvenuta fuori dalla discoteca SeaSea club, nella zona del porto commerciale, ha sconvolto la comunità di Asolo e sollevato numerosi interrogativi sulla dinamica e sull’identità dell’aggressore, ancora sconosciuto.
Le indagini e il video che potrebbe cambiare tutto
Gli investigatori catalani, coordinati dalla polizia locale, stanno setacciando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private nelle vicinanze del locale; proprio dai video, sembrerebbe emergere una verità diversa rispetto alle prime ricostruzioni, con frame che potrebbero chiarire non solo l’esatta dinamica del pugno alla nuca ma anche il numero e i volti dei responsabili.
La pista dello sconosciuto solitario, inizialmente accreditata, lascerebbe spazio all'ipotesi di un gruppetto di individui, forse coinvolti in una rissa più ampia scoppiata all'interno o appena fuori dalla discoteca, e le immagini, che gli inquirenti stanno analizzando fotogramma per fotogramma, rappresentano al momento l'elemento più prezioso per risalire ai colpevoli. La famiglia, assistita da un legale locale, ha chiesto che venga fatta piena luce sulla vicenda, mentre il consolato italiano segue da vicino le indagini e offre supporto ai congiunti in questo drammatico frangente.
La fiaccolata ad Asolo e la mobilitazione della comunità
Nel frattempo, ad Asolo, l'intero paese si è stretto attorno alla famiglia Maggiotto; per mercoledì sera, con partenza alle ore 20 dai campi da rugby di Casella d'Asolo, è stata organizzata una fiaccolata per "portare luce e speranza" a Nicola, un gesto simbolico di vicinanza che ha già raccolto l'adesione di centinaia di persone, tra amici, compagni di squadra e semplici cittadini.
La comunità, seppur scossa dalla violenza dell'accaduto, cerca di mantenere alta l'attenzione sulle sorti del ventunenne, mentre i genitori si alternano al capezzale nell'ospedale barcellonese, dove il ragazzo resta in coma farmacologico ma con parametri che, secondo gli ultimi aggiornamenti, sarebbero stabili.
La speranza, alimentata dalle parole dei medici che invitano a non arrendersi, si mescola alla rabbia per un'aggressione vigliacca che ha spezzato una vacanza e messo in ginocchio una famiglia, in attesa che le immagini dei video e il lavoro della polizia forniscano risposte definitive su chi ha sferrato quel pugno fatale.
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