Russia bombarda il fronte ucraino: la risposta all'attacco al ponte di Crimea
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Redazione Esteri
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Mentre i colloqui di pace a Istanbul stentano a produrre risultati concreti, la guerra tra Russia e Ucraina entra in una nuova fase di escalation. Dopo il raid ucraino che ha danneggiato il ponte di Kerch, simbolo strategico e politico per Mosca, le forze armate russe hanno risposto con una serie di lanci missilistici lungo tutto il fronte, dalle regioni di Sumy e Kharkiv fino a Donetsk e Zaporizhia. Il ministero della Difesa di Mosca ha diffuso immagini degli attacchi, sostenendo di aver respinto numerose offensive nemiche e di aver colpito obiettivi militari.
A Kiev, intanto, l’intelligence rivendica con orgoglio l’operazione contro il ponte di Crimea, definendola «chirurgica». Vasyl Malyuk, capo dello Sbu, il Servizio di sicurezza ucraino, ha confermato che l’attacco – pianificato per mesi – ha preso di mira i piloni subacquei dell’infrastruttura, minandone le fondamenta. «Non c’è posto per strutture russe illegali sul nostro territorio», ha dichiarato, ribadendo la volontà di colpire obiettivi chiave per logorare l’avversario.
La strategia ucraina sembra ormai concentrarsi su operazioni speciali, che vanno dai sabotaggi alla rete ferroviaria russa – vitale per i rifornimenti al fronte – fino all’impiego massiccio di droni, come nel recente raid contro le basi dei bombardieri strategici. Un approccio asimmetrico, che punta a indebolire Mosca senza impegnarsi in scontri diretti, mentre si prepara a un possibile nuovo assalto alle trincee.
Gaza e il vertice Italia-Francia: altre crisi, nessuna tregua le speranze di pace si allontanano anche a Gaza, dove nuovi scontri durante la distribuzione degli aiuti umanitari a Rafah hanno causato vittime e feriti, aggravando ulteriormente una situazione già insostenibile. Intanto, a Palazzo Chigi, il vertice tra Giorgia Meloni e Emmanuel Macron ha segnato un timido disgelo nelle relazioni bilaterali, mentre sullo sfondo resta la questione dei dazi, con Donald Trump che incalza gli alleati a presentare controfferte per i negoziati commerciali.




