Fugatti toglie la vicepresidenza a Gerosa, la giunta trentina nella tempesta
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Redazione Interno
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La crisi nella coalizione di governo in Trentino, già latente da settimane, è esplosa con un atto che non ammette repliche. Il presidente della Provincia autonoma, Maurizio Fugatti (Lega), ha firmato ieri un decreto con cui revoca a Francesca Gerosa (Fratelli d’Italia) il ruolo di vicepresidente, affidandolo invece ad Achille Spinelli, esponente del suo stesso schieramento. Una mossa che, se da un lato riorganizza le deleghe – con Spinelli che eredita le competenze su famiglia e natalità, mentre lo sport passa a Mattia Gottardi – dall’altro segna un chiaro atto di rottura con gli alleati meloniani.
La decisione arriva a poche ore dall’impugnativa da parte del governo sulla legge che avrebbe permesso a Fugatti di candidarsi per un terzo mandato, un tema che ha acceso gli animi non solo in Trentino ma in tutto il nordest. La cosiddetta "Carta di Venezia", sottoscritta dai governatori riuniti a Palazzo Balbi, rappresenta l’ultimo tentativo di trovare una mediazione con Roma, ma la mossa di Fugatti sembra invece indicare una strada diversa: quella della resa dei conti.
Non è un caso che Claudio Cia, consigliere provinciale del gruppo Fugatti, abbia definito la scelta "un segnale di chiarezza e autorevolezza", aggiungendo che, pur senza passare per una mozione di sfiducia, ne rispecchia lo spirito. Parole che suonano come un’accusa diretta a Fratelli d’Italia, colpevole, agli occhi dei leghisti, di aver indebolito la posizione del governatore. Quanto a Gerosa, che ieri ha lasciato Palazzo Trentini con le lacrime agli occhi, le resta la carica di assessora, ma privata delle deleghe più simboliche, compresa quella sullo sport, settore cruciale in vista delle Olimpiadi invernali del 2026.




