Giovannini firma il trentesimo podio azzurro: suo il bronzo nella mass start

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La settimana decisiva delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 continua a regalare soddisfazioni al team Italia, che aggiorna il proprio bottino con la trentesima medaglia. A conquistarla, nel pomeriggio all’Oval di Rho Fiera, è stato Andrea Giovannini, giunto terzo nella finale della mass start di pattinaggio di velocità. Per il trentaduenne trentino, già oro nell’inseguimento a squadre assieme a Davide Ghiotto e Michele Malfatti, si tratta del secondo sigillo personale in questa rassegna, un risultato che ne consacra definitivamente il valore in una specialità, quella della partenza in linea, dove tattica e resistenza si fondono in uno spettacolo spesso imprevedibile -1 -8.

La gara, una delle più folli del programma olimpico, ha visto l’azzurro protagonista di una rimonta conclusiva magistrale, sebbene la dinamica della corsa lo abbia costretto a inseguire sin dalle prime battute. L’olandese Jorrit Bergsma, alla sua ennesima impresa sui pattini all’età di quarant’anni, e il danese Viktor Hald Thorup hanno infatti piazzato un allungo deciso che ha tagliato in due il gruppo, guadagnando un vantaggio che in pochi avrebbero immaginato poter colmare. Mentre i due battistrada volavano verso l’oro e l’argento, con Bergsma che ha addirittura doppiato alcuni concorrenti, alle loro spalle si è acceso un serrato confronto per il gradino più basso del podio. Il belga Medard, che aveva tentato di farsi promotore dell’inseguimento, ha pagato dazio nel finale, aprendo un varco prezioso per chi, come Giovannini, aveva ancora benzina nelle gambe -4 -8.

Proprio in quel frangente, l’azzurro ha sfruttato l’occasione con la freddezza del campione del mondo in carica, Titolo iridato conquistato ad Hamar nel 2025, e del doppio vincitore di Coppa del Mondo di specialità -1 -8. Quinto all’inizio dell’ultimo giro, ha ingranato le marce alte e vinto la volata per la terza posizione, lasciandosi alle spalle un drappello di avversari di primissimo piano. Un risultato che aggiunge un bronzo – il quattordicesimo per la spedizione azzurra in questi Giochi – a una collezione che conta anche tre ori, numeri che certificano la profondità di un movimento, quello del ghiaccio italiano, capace di esprimersi ai massimi livelli in molteplici discipline -4.

Non è andata invece allo stesso modo all’altro italiano iscritto alla competizione, Daniele Di Stefano, il cui percorso si è fermato in semifinale. Il laziale delle Fiamme Oro, che pure aveva ben figurato nei 1500 metri, ha dovuto fare i conti con condizioni fisiche non ottimali, chiudendo al nono posto nella sua batteria e risultando il primo degli esclusi dalla finale -4 -5. Un’eliminazione che non scalfisce, tuttavia, la straordinaria resa della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio in questa edizione, giunta ormai all’undicesimo podio complessivo tra pista lunga, short track e discipline affini. Per Giovannini, cresciuto sul lago ghiacciato di Baselga di Piné e da anni punto di riferimento delle Fiamme Gialle, questo bronzo rappresenta il coronamento di una carriera che lo ha visto sempre ai vertici nelle gare tattiche, dove la lettura della corsa e l’intelligenza strategica fanno la differenza -1.

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