Israele-Libano, nuovo round di colloqui a Roma il 15 e 16 luglio
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Redazione Esteri
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Sarà la Capitale italiana a ospitare, il 15 e 16 luglio, il prossimo round di colloqui tra Israele e Libano, un appuntamento che segue la firma del piano in quattordici punti siglato lo scorso 26 giugno a Washington e che vede gli Stati Uniti nel ruolo di mediatori e garanti del processo.
L’annuncio, arrivato durante un incontro al Council on Foreign Relations a Washington, è stato reso noto dall’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, e successivamente confermato dalla stessa ambasciata israeliana nella capitale americana, specificando che i negoziati si terranno ancora una volta a livello di ambasciatori.
Il contesto fragile del cessate il fuoco
Se da un lato la ripresa del tavolo diplomatico rappresenta un passo significativo – trattandosi del primo negoziato diretto tra i due Paesi da decenni – dall’altro il contesto rimane estremamente delicato; il cessate il fuoco, infatti, continua a essere fragile e non viene riconosciuto da Hezbollah, che ha più volte definito “umilianti” le condizioni dell’intesa.
In questo quadro, le prossime settimane si preannunciano cruciali, anche alla luce di un altro annuncio fatto da Leiter, che ha anticipato l’incontro, previsto per il 21 luglio, tra il presidente libanese Joseph Aoun e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca, subito dopo il bilaterale tra Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
L’intreccio con le tensioni regionali
Parallelamente al canale diplomatico israelo-libanese, restano alte le tensioni con l’Iran, come dimostra la dura replica del segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohammad Bagher Zolghadr, alle recenti dichiarazioni del presidente Trump; Zolghadr ha invitato il leader statunitense a parlare con rispetto agli iraniani, minacciando altrimenti una risposta con “altro linguaggio”.
La scelta di Roma e gli sviluppi a Gaza
La scelta di Roma come sede dei negoziati, d’altronde, non è casuale, considerando l’impegno militare italiano nel sud del Libano con il contingente Unifil e i costanti sforzi diplomatici del governo per mantenere aperti i canali di comunicazione con entrambe le parti.
Sempre in tema di sviluppi regionali, il governo di Hamas ha annunciato lo scioglimento del Comitato di emergenza per la Striscia di Gaza, un passo che apre ufficialmente la strada a una transizione amministrativa verso il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza, previsto dal piano di pace americano, mentre il presidente Aoun ha ribadito la propria posizione, dichiarando di non voler incontrare Netanyahu finché continueranno gli attacchi israeliani sul territorio libanese.




