Mcc conferma: su Bdm ci sono due offerte. Ora gli inviti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Mediocredito Centrale, lo scorso mercoledì 8, ha dato seguito ufficiale a quanto anticipato dal Messaggero, confermando di avere effettivamente ricevuto «alcune manifestazioni di interesse» per la cessione del 97% di BdM Banca, l’istituto meglio conosciuto come ex Popolare di Bari. La comunicazione, seppur priva di riferimenti espliciti ai soggetti coinvolti, ha comunque messo nero su bianco un passaggio cruciale: le offerte, per ora non vincolanti, sono due e arrivano da altrettanti poli bancari di rilievo nazionale.
I due pretendenti: Credem e la cordata Iccrea-Popolare di Puglia e Basilicata
La prima proposta è stata inoltrata da Credem, la banca di Reggio Emilia riconducibile alla famiglia Maramotti, mentre la seconda – ed è questa la novità di maggior peso – porta la firma del gruppo Iccrea, capogruppo di direzione e coordinamento di 111 banche di credito cooperativo, in cordata con la Popolare di Puglia e Basilicata. Iccrea, va detto, avrebbe un interesse circoscritto alla sola rete fisica dell’ex Popolare di Bari: 207 filiali, delle quali 67 situate tra Puglia e Abruzzo. Un dettaglio non secondario, perché lascia intendere una strategia mirata più all’acquisizione degli sportelli che al controllo dell’intero perimetro aziendale.
Il ritorno sul mercato dopo il salvataggio
La vicenda dell’ex Popolare di Bari – finita sotto commissariamento a seguito della gestione contestata alla famiglia Jacobini – è ormai nota. Il salvataggio del 2020, costato complessivamente 1,6 miliardi di euro (di cui 1,2 a carico del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, il Fitd), aveva portato all’ingresso di Mediocredito Centrale, controllato a cascata dal Tesoro attraverso Invitalia. Oggi, a distanza di anni, la banca presieduta da Carrus è tornata in utile: 31,8 milioni lo scorso anno, un risultato superiore a qualsiasi esercizio precedente alla gestione pubblica. Una fonte a conoscenza del dossier ha risposto seccamente all’agenzia Radiocor: «Il mercato la vuole, Mediocredito Centrale fa un altro mestiere». Nessuna certezza, dunque, ma l’indicazione è chiara.
Le manifestazioni d’interesse e il processo competitivo
Nella nota diffusa ieri, Mcc ha precisato di voler valutare le due proposte «attentamente nell’ambito di un processo competitivo che abbia come obiettivi la tutela dei dipendenti e la crescita della banca e del territorio». Un linguaggio misurato, quello dell’istituto, che però non nasconde l’evidenza: l’attenzione di soggetti terzi conferma la solidità raggiunta da BdM dopo il risanamento dei conti e il rilancio degli ultimi anni. Le offerte restano non vincolanti, e nessuna delle parti ha per ora fornito cifre o dettagli sulle modalità di eventuale cessione. Resta da capire, nei prossimi passaggi, se il Tesoro – attraverso la propria partecipazione indiretta – eserciterà un ruolo di indirizzo o lascerà spazio alla logica industriale delle cordate in campo.




