Taglio Irpef per redditi fino a 60mila euro: la corsa contro il tempo del governo
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Redazione Economia
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Il taglio dell’Irpef per i redditi fino a 60mila euro, promesso da tempo ma rimasto fuori dall’ultima manovra finanziaria per mancanza di fondi, potrebbe diventare realtà già nelle prossime settimane. A spingere per un’accelerazione è soprattutto Fratelli d’Italia, primo partito della coalizione di governo, che punta a ridurre la pressione fiscale sul ceto medio entro aprile, quasi a trasformare la misura in un “regalo di Pasqua” per milioni di contribuenti.
Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera e responsabile economico di FdI, ha lasciato intendere che i tempi potrebbero essere più stretti del previsto. «Ritengo che si possa fare nel giro di qualche settimana», ha dichiarato, aggiungendo che la scelta dello strumento legislativo – se un decreto o altro – è una questione meramente tecnica. «L’importante è dare un segnale di riduzione della pressione fiscale anche al ceto medio», ha sottolineato, riferendosi in particolare a chi dichiara redditi compresi tra 25.000 e 50.000 euro, fascia che rappresenta una delle aliquote mediane più gravose.
La misura, che mira a sanare il cosiddetto “mancato bonus di 100 euro” per i redditi tra 8.000 e 9.000 euro annui, è stata a lungo al centro del dibattito politico. Tuttavia, la sua attuazione è stata più volte rimandata, anche a causa delle difficoltà nel reperire le risorse necessarie. Ora, però, la maggioranza sembra intenzionata a superare gli ostacoli, con l’obiettivo di alleggerire il carico fiscale per una fetta significativa della popolazione.
Osnato, con un tono quasi ottimista, ha lasciato trapelare la speranza che il taglio possa arrivare in tempo per le festività pasquali. «Mi auguro che nell’uovo ci sia questa sorpresa», ha dichiarato, evocando un’immagine simbolica che potrebbe tradursi in stipendi leggermente più alti per molti lavoratori. Sebbene i dettagli operativi non siano ancora stati definiti, l’intenzione è chiara: intervenire sull’Irpef per ridurre le disuguaglianze e sostenere il potere d’acquisto delle famiglie.




