L’assessora Savini si schianta con l’auto (e il sindaco a bordo): tasso alcolico tre volte oltre il limite, poi le dimissioni
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Redazione Interno
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La macchina, una grossa fuoristrada che sfrecciava lungo le strade che collegano il Mantovano al Ferrarese, è uscita di scena in modo violento ma – particolare tutt’altro che secondario – senza conseguenze fisiche per gli occupanti. È successo lunedì 4 maggio a Sermide e Felonica, in località Porcara, dove il suv condotto da Francesca Savini, assessora comunale di Ferrara con deleghe pesanti come quelle al Pnrr e all’anagrafe, è prima sbandato in curva per poi finire la sua corsa contro un albero e infine in un campo. Un impatto che avrebbe potuto avere esiti ben più gravi, ma che invece si è limitato a danneggiare seriamente il veicolo, lasciando miracolosamente illesi sia la stessa Savini che il suo illustre passeggero: il sindaco della città estense, Alan Fabbri.
L’alcoltest e le conseguenze immediate
Sul posto, come vuole la prassi per gli incidenti con uscita di strada di questa portata, sono intervenuti i carabinieri della stazione locale, i vigili del fuoco e il 118; nessuno di loro, inizialmente, poteva immaginare il retrogusto che quella sera di inizio maggio avrebbe lasciato. I militari, una volta constatate le buone condizioni di salute dei due amministratori – che non hanno riportato nemmeno un graffio – hanno sottoposto la conducente ai test del caso. Ed è lì che è emersa l’amara sorpresa: Savini aveva un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, una soglia che supera di ben tre volte il limite massimo consentito dalla legge (fissato a 0,5 g/l). Un dato, questo, che non lascia spazio a interpretazioni e che ha trasformato un semplice incidente autonomo in un caso giudiziario. Per l’assessora è scattata immediatamente la denuncia per guida in stato di ebbrezza, il ritiro della patente e il sequestro del veicolo che – è bene ricordarlo – sarà quasi certamente confiscato.
La valigia dei sogni e le dimissioni
Se il codice della strada prevede pene severe per chi si mette alla guida in quelle condizioni, la politica – si sa – talvolta è ancora più spietata o, quantomeno, moralmente esigente. Così, a distanza di pochi giorni dall’incidente, Francesca Savini ha deciso di compiere quello che si potrebbe definire un atto dovuto: rassegnare le dimissioni dalla carica di assessore. Una decisione che lei stessa, in una nota pubblicata sul sito del comune, ha definito “sofferta” e “doverosa”, giustificandola con la necessità di tutelare il “buon lavoro svolto da questa Amministrazione”. Una scelta netta, quella di abbandonare le deleghe al Pnrr, anagrafe, stato civile e servizi demografici, che arriva mentre sono ancora in corso gli accertamenti sulla dinamica precisa del sinistro. Savini ha voluto precisare – forse per arginare le polemiche che già montavano – che il suo è un gesto dettato dal rispetto verso i cittadini e verso le istituzioni che ha rappresentato prima come consigliera e poi come membro della giunta.
Il compagno di viaggio e le ombre politiche
A rimanere, in questo turbine di fango giudiziario e politico, è la posizione del sindaco Alan Fabbri, noto esponente leghista che sedeva placidamente sul sedile del passeggero mentre la sua assessora sbandava pericolosamente. Lui, a differenza della collega, non è indagato né ha subito conseguenze penali; eppure, la sua presenza in quella vettura solleva interrogativi ai quali, per ora, non ha risposto in modo dettagliato. Fabbri, che è intervenuto solo dopo le dimissioni della sua fedelissima per definire il passo indietro di Savini come un “gesto forte” e di “grande responsabilità”, dovrà ora fare i conti con l’imbarazzo di una vicenda che resterà negli annali della cronaca amministrativa ferrarese. Le opposizioni, come spesso accade in questi casi, hanno già alzato il tiro attaccando la giunta di centrodestra sulla sicurezza stradale, ma al di là delle chiacchiere da talk show – e delle inevitabili strumentalizzazioni – rimane il fatto oggettivo: un’assessora comunale, con il primo cittadino a bordo, è stata beccata con un tasso alcolemico triplo. E, almeno dal punto di vista penale, per lei le grane sono solo all’inizio.




