Un microchip sotto la retina ridà la vista, è la prima volta per la maculopatia secca

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   Per molti, la progressiva perdita della vista centrale causata dalla degenerazione maculare legata all'età, o Amd, rappresenta una condanna senza possibilità di appello; una macchia scura che, espandendosi, cancella lentamente i volti dei propri cari, le parole stampate su una pagina, i dettagli più semplici e quotidiani dell'esistenza. Fino a oggi, contro la forma più severa, nota come maculopatia secca o atrofia geografica, non esisteva alcuna terapia in grado di invertire un processo ritenuto irreversibile, lasciando i pazienti in un cono d'ombra sempre più fitto. Un consorzio internazionale di ricercatori, che riunisce prestigiosi centri come l'Institut de la vision di Parigi, la Stanford University e la Science Corporation, ha ora sviluppato una soluzione tecnologica che, per la prima volta, ha superato i confini della pura sperimentazione per toccare risultati tangibili.

Il dispositivo wireless e il suo funzionamento

Il cuore di questo approccio pionieristicistico risiede in un microchip di dimensioni estremamente ridotte, appena due millimetri per due, che viene inserito chirurgicamente nella parte posteriore dell'occhio, in una posizione sottoretinica. Questo minuscolo impianto, che funziona senza fili, non agisce sostituendo l'intera retina ma stimolando direttamente le cellule nervose superstiti, le quali, nonostante la malattia, spesso rimangono parzialmente integre. Per completare il sistema, è necessario l'utilizzo di un paio di occhiali speciali, equipaggiati con una telecamera dedicata; è quest'ultima, infatti, che cattura le immagini dall'ambiente esterno e le trasmette, in modalità wireless, al chip stesso, il quale a sua volta le traduce in segnali elettrici comprensibili per il nervo ottico. Il percorso dell'informazione visiva, che si compie in una frazione di secondo, bypassa così le aree retiniche danneggiate, creando di fatto una nuova via per la percezione.

I risultati della sperimentazione al Moorfields Eye Hospital

La sperimentazione clinica, condotta presso il Moorfields Eye Hospital di Londra, ha coinvolto un gruppo di pazienti non vedenti, fornendo ai medici una serie di dati che sono stati definiti, senza mezzi termini, "straordinari". I risultati, sebbene preliminari, hanno dimostrato come l'impianto sia stato in grado di ridare una parte della vista funzionale a persone che l'avevano completamente perduta a causa della maculopatia avanzata. Molti di loro, dopo l'intervento e un periodo di riabilitazione e adattamento, sono tornati a svolgere attività che sembravano precluse per sempre, come riconoscere i lineamenti di un familiare o, fatto ancor più significativo, leggere delle parole. Gli specialisti coinvolti, pur nella comprensibile cautela dettata dalla fase sperimentale, hanno sottolineato l'entità del miglioramento riscontrato nella maggioranza dei partecipanti allo studio.

Prospettive e margini di perfezionamento

Sebbene i successi ottenuti segnino una svolta epocale nel campo delle neuroprotesi visive, gli esperti del settore fanno notare come esistano ancora ampi margini per un ulteriore affinamento della tecnologia. La risoluzione delle immagini percepite, per esempio, rappresenta uno degli aspetti su cui la ricerca è chiamata a lavorare per rendere l'esperienza visiva più nitida e dettagliata. L'obiettivo a lungo termine, come spesso accade in medicina rigenerativa e bionica, non è solo quello di restituire una visione basica, ma di avvicinarsi il più possibile alla complessità e alla ricchezza della vista naturale. Questo traguardo, per quanto ambizioso, appare oggi meno lontano, aprendo scenari finora confinati nella narrativa fantascientifica per tutte quelle patologie che portano alla cecità attraverso la degenerazione dei fotorecettori.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.