Maturità, quinta studentessa rifiuta l’orale: "I voti non ci definiscono". Valditara annuncia cambiamenti
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Redazione Interno
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Salgono a cinque i casi di studenti che, in diverse regioni d’Italia, hanno scelto di non presentarsi all’esame orale della Maturità. Dopo i precedenti in Veneto e Toscana, è toccato alle Marche, dove Mariasole Tomassini, candidata in un istituto di Piobbico, in provincia di Pesaro-Urbino, ha deciso di rinunciare al colloquio. "Ritengo che le tre prove – scritte e orale – non siano indicative del nostro valore", ha spiegato al Resto del Carlino, aggiungendo che il sistema scolastico "dovrebbe valutare altro, oltre ai voti".
La protesta, seppur isolata, ha spinto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a intervenire, annunciando modifiche per evitare che il boicottaggio diventi una prassi. "Chi rifiuta l’orale non può farla franca", ha dichiarato, sottolineando come, già da tempo, fosse sua intenzione riformare l’esame. Tra le novità, il ritorno alla dicitura "Maturità" – abbandonata venticinque anni fa con la riforma Berlinguer – e l’introduzione di criteri che valutino non solo le competenze, ma anche "il grado di responsabilità e autonomia" degli studenti.
Sul piano normativo, il ministro ha precisato che i docenti "non potevano fare diversamente", poiché la legge attuale consente la promozione anche senza sostenere il colloquio. Tuttavia, la posizione di Valditara è netta: "Serve più rispetto per un momento così importante". Intanto, mentre la discussione infuria, c’è chi vive l’esame con emozione: come i nonni ottantenni di Romeo, studente del liceo Tasso di Roma, che hanno assistito al suo esame, iniziato con l’analisi di una frase di Liliana Segre sulla fragilità della democrazia.




