Lindsey Vonn lascia l’ospedale di Treviso dopo quattro interventi e rientra negli Stati Uniti: “Non riesco ancora ad alzarmi, ma tornare a casa è fantastico”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La campionessa olimpica Lindsey Vonn, reduce dalla spaventosa caduta che ne ha segnato il passo ai Giochi di Milano Cortina, ha fatto ritorno negli Stati Uniti nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 febbraio. Dimessa domenica 15 dall’ospedale Cà Foncello di Treviso, la sciatrice statunitense ha lasciato il reparto che l’aveva ospitata per circa dieci giorni, un lasso di tempo durante il quale i sanitari veneti si sono trovati a gestire una frattura complessa della tibia sinistra, quella riportata in frazioni di secondo, appena dodici dopo il suo cancelletto di partenza sulla pista di Cortina -2-5-9. Il viaggio di ritorno, organizzato con un’ambulanza che l’ha trasferita all’aeroporto Marco Polo di Venezia, segna la conclusione della fase più acuta del ricovero italiano, ma non certo la fine del suo percorso di cura: ad attenderla oltreoceano, infatti, vi è la prospettiva di un ulteriore intervento chirurgico, un quinto, necessario per completare il lavoro iniziato dai medici trevigiani -2-3-5.

Lo stesso personale dell’equipe guidata dal dottor Stefano Zanarella, che l’ha operata in quattro distinti momenti, ha ricevuto nei giorni scorsi parole di sincera gratitudine da parte dell’atleta, la quale ha più volte sottolineato, anche attraverso i propri canali social, l’umanità e la professionalità incontrate durante la degenza. In uno dei suoi ultimi messaggi prima della partenza, Vonn aveva voluto condividere con i follower un pensiero sulla sua immobilità forzata: “Non mi alzo in piedi da più di una settimana… sono in un letto d’ospedale, immobile, dopo la gara. E anche se non sono ancora in grado di stare in piedi, tornare a casa è fantastico”. Parole che testimoniano la durezza del momento fisico, ma anche la resilienza di un’atleta abituata a convivere con il dolore e a guardare oltre l’ostacolo immediato.

L’incidente e la consapevolezza del rischio: “Sapevo cosa stavo facendo”

L’infortunio, occorso l’8 febbraio durante la discesa libera, ha assunto fin da subito i contorni di una vicenda umana e sportiva di grande intensità. La Vonn, che pure era già scesa in pista con una lesione al crociato anteriore del ginocchio sinistro rimediata a fine gennaio a Crans Montana, ha scelto di partecipare ugualmente alla gara olimpica, una decisione che ha pagato con gli interessi quando la sua gamba ha ceduto nell’impatto con il suolo ghiacciato -2-3-6. A rendere la narrazione di questi giorni ancora più profonda, ci hanno pensato le sue stesse riflessioni, affidate a Instagram nel periodo immediatamente successivo all’ultimo intervento in Italia. “Quando ripenso al mio schianto – ha scritto la campionessa – non sono rimasta al cancello di partenza ignara delle potenziali conseguenze. Sapevo cosa stavo facendo. Ho scelto di correre un rischio” -1-7. Una consapevolezza lucida, quasi filosofica, che ha voluto condividere per arginare l’onda di tristezza che aveva colto molti suoi fan, invitandoli piuttosto a trarre forza dalla sua determinazione: “Correrò sempre il rischio di schiantarmi dando tutta me stessa, piuttosto che non sciare al mio potenziale e avere rimpianti” -1-7.

Le immagini della degenza e il messaggio di gratitudine: “Grazie, torno alla vita”

A coronamento di questa intensa fase ospedaliera, la Vonn ha pubblicato sui social un video che ripercorre alcuni momenti delle due settimane trascorse a Treviso. Un montaggio essenziale ma carico di significato, in cui si alternano immagini dei pasti in camera, dei controlli medici e di quei piccoli gesti quotidiani che compongono la routine di un ricovero, il tutto accompagnato da una didascalia che è anche un programma di vita: “Sto lentamente tornando alla vita, alle cose essenziali e alle cose semplici della vita che contano di più. Sono grata agli amici, alla famiglia, alla mia squadra e a tutto il personale medico che mi sta aiutando a tornare me stessa. Sorridete. Ridete. Amate” -9. Nel lasciare l’ospedale, inoltre, la campionessa ha voluto compiere un gesto simbolico di ringraziamento, donando al reparto di Pediatria tutti i peluche ricevuti in quei giorni dai tifosi, un’eredità morbida e affettuosa destinata ai bambini ricoverati -2.

Un rientro con la prospettiva di nuovi interventi

Il trasferimento negli Stati Uniti, dunque, non rappresenta un punto di arrivo, quanto piuttosto un passaggio logistico necessario per proseguire un recupero che si preannuncia lungo e complesso. La frattura riportata, per sua natura delicata, potrebbe richiedere ulteriori procedure chirurgiche, come la stessa atleta aveva preventivato nei suoi aggiornamenti dal letto d’ospedale: una volta ottenute immagini più dettagliate dell’infortunio, i medici americani valuteranno i passi successivi -4-5-8. Non si tratta, per ora, di fare previsioni sul suo futuro agonistico, che il padre della sciatrice ha già dichiarato concluso, ma di concentrarsi sulla riabilitazione e sul recupero delle funzioni motorie, un percorso che Lindsey Vonn ha dimostrato di voler affrontare con la stessa grinta che l’ha portata a vincere tutto nello sci mondiale -3-5.

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