Bungie ridisegna Marathon: modalità PvE permanente e addio alle stagioni rigide
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Bungie ha pubblicato sui propri canali ufficiali la roadmap che accompagnerà Marathon nei prossimi mesi, delineando una trasformazione profonda per lo sparatutto uscito lo scorso marzo su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Il gioco, accolto da recensioni positive ma da numeri di giocatori inferiori alle attese, si prepara a superare i confini del genere extraction shooter per abbracciare un’esperienza di sopravvivenza più ampia e accessibile.
Un piano in tre tappe per riconquistare i giocatori
Il percorso di evoluzione è articolato in tre appuntamenti principali. Il primo è fissato per ottobre 2026 con il Nightfall Refresh, un aggiornamento che resetterà la progressione dei giocatori e l’economia di gioco, rinnovando al contempo le ricompense e reintroducendo una rotazione di modalità già note.
Il passo successivo, ben più corposo, è rappresentato dall’update Symbiosis in arrivo a dicembre, che segna l’esordio della prima modalità PvE permanente all’interno di Marathon, affiancata da un Team Deathmatch sperimentale, da una zona Perimeter profondamente rivista e da una nuova shell chiamata Bishop, incentrata sul combattimento corpo a corpo e sulla velocità.
Il culmine di questo percorso è previsto per marzo 2027, in coincidenza con il primo anniversario del gioco: Bungie intende collegare in un unico sistema coerente le esperienze PvE, PvP e PvPvE, introducendo una nuova zona, nemici inediti e una progressione più profonda.
Oltre l’estrazione: verso un’esperienza di sopravvivenza
La visione illustrata dal team di sviluppo capovolge l’impostazione originaria che aveva caratterizzato il lancio. Marathon era stato concepito come un’esperienza PvEvP spietata, dove chi vince prende tutto, ma questa formula si è rivelata troppo severa per una parte consistente del pubblico. Poria Torkan, studio head di Bungie, e Josh Deane, general manager del gioco, hanno riconosciuto che Marathon non ha raggiunto il numero di giocatori sperato, sottolineando al tempo stesso come il titolo non sia mai stato pensato per sostituire Destiny.
L’obiettivo dichiarato è ora quello di ancorarsi a ciò che rende Marathon speciale, evolvendolo però oltre i vincoli di genere che il team stesso aveva imposto. La trasformazione punta a dare maggiore spazio a chi preferisce un’esperienza cooperativa, senza sacrificare la tensione competitiva che rimane il cuore del gioco.
Un cambio di passo nelle comunicazioni e nella struttura
In parallelo alla revisione dei contenuti, Bungie ha annunciato l’abbandono del rigido ciclo stagionale che aveva caratterizzato i primi mesi di vita del gioco. Gli aggiornamenti futuri non saranno più vincolati a scadenze fisse, ma arriveranno in base alla portata del lavoro che il team di sviluppo è in grado di sostenere, garantendo così una maggiore flessibilità nella fase di test e rifinitura delle nuove funzionalità. Questa scelta si accompagna a un impegno esplicito verso una comunicazione più trasparente e costante, con l’intento di ricostruire un rapporto di fiducia con l’utenza.
La documentazione diffusa dallo studio menziona anche un documentario dietro le quinte, pubblicato in contemporanea, in cui gli sviluppatori hanno affrontato apertamente le difficoltà incontrate dal progetto dopo il lancio.
Il contesto di un rilancio necessario
Il percorso di revisione di Marathon si inserisce in una fase delicata per Bungie. Il titolo ha visto un calo significativo del numero di giocatori attivi sulle piattaforme PC dopo il picco iniziale registrato al debutto, e la stessa casa di sviluppo ha attraversato un periodo complesso segnato da ridimensionamenti del personale e da una profonda riorganizzazione interna.
La scommessa su Marathon rappresenta dunque un passaggio cruciale per il futuro dello studio, che ha scelto di investire su un modello premium a prezzo contenuto anziché sul free-to-play, puntando sulla qualità dell’esperienza e sulla fedeltà di una base di utenti appassionati. Le modifiche annunciate mirano a ridurre l’attrito che i nuovi giocatori incontrano all’ingresso, senza però snaturare l’identità di un gioco che continua a essere apprezzato per la qualità del combattimento e la cura del comparto artistico.
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