Decreto autovelox, cosa cambia: alcuni impianti restano accesi

Decreto autovelox, cosa cambia: alcuni impianti restano accesi
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il decreto autovelox introduce nuove regole su omologazione, taratura e verifica dei dispositivi, ma non porta allo spegnimento di tutti gli impianti: a Bologna e sulle strade gestite dalla Città metropolitana gli apparecchi restano attivi, mentre in altri territori alcuni sistemi vengono disattivati. Il provvedimento del ministero dei Trasporti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, interviene su un settore che attendeva chiarimenti da 34 anni, cioè dal primo decreto che aveva regolato il funzionamento degli autovelox. Le nuove disposizioni puntano a definire procedure più precise dopo anni di dubbi interpretativi e contenziosi.

Le nuove regole sugli autovelox e gli effetti sui dispositivi

Il decreto autovelox stabilisce indicazioni sulle procedure di omologazione, taratura e verifica degli strumenti utilizzati per accertare le violazioni dei limiti di velocità. L’obiettivo del provvedimento è mettere ordine nella disciplina degli apparecchi e ridurre le incertezze che hanno accompagnato il settore, anche se restano possibili contestazioni legate al rapporto tra il decreto e il Codice della strada. Le nuove norme hanno quindi prodotto effetti diversi a seconda delle apparecchiature presenti nei vari territori, con alcuni impianti che possono continuare a funzionare e altri che devono essere adeguati.

A Bologna gli autovelox non rientrano tra quelli destinati allo spegnimento previsto dalle nuove disposizioni e restano quindi operativi. La stessa situazione riguarda gli apparecchi gestiti dalla Città metropolitana sulle strade provinciali. In questo caso i dispositivi non sono stati interessati dalle misure che impongono la chiusura temporanea degli impianti non conformi alle nuove indicazioni, consentendo la continuità dei controlli sulla velocità.

Spegnimenti e adeguamenti in altri territori

Situazione diversa a Cremona, dove gli effetti del decreto autovelox hanno portato alla disattivazione di tre apparecchi fissi che non rientrano tra quelli autorizzati a continuare a elevare sanzioni secondo le nuove disposizioni del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I dispositivi interessati si trovano sulla Sp33 a San Daniele Po, sulla Serenissima tra Soncino e Ticengo e sulla Sp472 Bergamina, all’altezza di Gradella di Pandino. Lo spegnimento riguarda quindi impianti specifici che devono essere valutati alla luce delle nuove regole introdotte.

Anche a Milano è stata avviata un’operazione di adeguamento degli autovelox non conformi alle normative introdotte dal decreto sull’omologazione. L’amministrazione comunale ha precisato che i dispositivi spenti sono stati fermati per procedere alla sostituzione o agli interventi necessari per adeguarli alle nuove disposizioni. Secondo un reportage citato, sarebbero dieci le apparecchiature da sostituire, mentre l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli ha spiegato la posizione del Comune attraverso un messaggio pubblicato su Facebook.

Nel suo intervento, Marco Granelli ha indicato l’avvio delle attività di adeguamento dopo la pubblicazione del provvedimento, ricordando che l’atto era stato sollecitato dall’Anci fin dal 2024 e che era rimasto nei cassetti del ministero dall’aprile del 2025. La nuova disciplina sugli autovelox ha quindi aperto una fase di verifica degli impianti presenti sul territorio, con amministrazioni chiamate a controllare la conformità dei dispositivi rispetto alle procedure stabilite.

Perché il decreto autovelox modifica la situazione attuale

Il decreto autovelox nasce dalla necessità di chiarire un quadro normativo che aveva generato numerosi ricorsi e discussioni sulla validità degli strumenti utilizzati per i controlli della velocità. Le nuove regole intervengono sulle modalità tecniche con cui gli apparecchi devono essere certificati e verificati, distinguendo tra impianti che possono proseguire l’attività e dispositivi che richiedono interventi di adeguamento. Gli effetti del provvedimento, quindi, non sono uguali in ogni territorio e dipendono dalle caratteristiche degli autovelox già installati.

Le amministrazioni locali stanno applicando le nuove disposizioni con modalità differenti: alcune mantengono gli impianti in funzione, mentre altre procedono allo spegnimento temporaneo o alla sostituzione dei dispositivi interessati. Il quadro che emerge dopo l’entrata in vigore del decreto riguarda soprattutto la verifica della conformità degli apparecchi e l’applicazione delle nuove procedure previste per gli strumenti destinati ai controlli dei limiti di velocità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.