Autovelox spenti o accesi: a Torino le multe tornano a salire
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Redazione Interno
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Gli autovelox tornano al centro dell’attenzione dopo la disattivazione di 131 dispositivi non omologati decisa dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, mentre a Torino il ritorno in funzione di un apparecchio ha fatto registrare un aumento delle multe. Il velox di corso Unità d’Italia ha infatti raggiunto circa 160 sanzioni al giorno nella prima settimana dalla riattivazione, un numero triplicato rispetto al periodo precedente allo spegnimento. La sospensione dei dispositivi ha creato una situazione di incertezza per gli automobilisti, che non hanno saputo quali apparecchi fossero stati effettivamente fermati.
La riforma sugli autovelox è arrivata dopo l’entrata in vigore delle nuove norme sulle caratteristiche, sui requisiti e sulle procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi utilizzati per accertare le violazioni dei limiti massimi di velocità. Il decreto, atteso da 34 anni, ha portato il ministero a intervenire sui sistemi considerati non omologati presenti lungo le strade italiane. La disattivazione è stata applicata regione per regione, con l’obiettivo di adeguare il funzionamento degli apparecchi alle nuove disposizioni.
La situazione degli autovelox dopo il decreto sulle omologazioni
Gli effetti del provvedimento hanno riguardato diverse aree del Paese. In Puglia sono stati disattivati sette apparecchi, mentre in Basilicata ne è stato spento uno. In Lombardia, invece, il decreto ha portato allo spegnimento di un autovelox su quattro: i dispositivi bloccati sono 144 su un totale di 557 installati lungo le strade urbane e non urbane della regione. Gli altri apparecchi presenti sul territorio lombardo restano operativi secondo le informazioni fornite dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La questione degli autovelox non riguarda soltanto la presenza fisica dei dispositivi sulle strade, ma anche la loro validità secondo le nuove procedure previste dalla normativa. La riforma ha modificato il quadro di riferimento per gli strumenti utilizzati nel controllo della velocità, introducendo criteri legati all’omologazione e alle verifiche tecniche. Per gli automobilisti, la conseguenza più evidente è stata la difficoltà nel capire quali apparecchi fossero ancora attivi e quali invece fossero stati sospesi.
Torino e il ritorno del velox di corso Unità d’Italia
A Torino il caso più evidente riguarda il velox di corso Unità d’Italia, tornato operativo dopo un periodo di spegnimento. L’apparecchio ha registrato un forte incremento delle multe nella prima settimana di riattivazione, arrivando a circa 160 sanzioni quotidiane. Il dato è risultato superiore rispetto al periodo precedente, quando il dispositivo era attivo, con un numero di multe triplicato dopo il ritorno del controllo elettronico della velocità.
Secondo le informazioni disponibili, durante il periodo di spegnimento alcuni automobilisti avrebbero modificato le proprie abitudini alla guida, con una minore attenzione al limite di velocità nella zona controllata dal dispositivo. La riattivazione del velox ha quindi riportato il controllo automatico su una strada dove il limite era già previsto. Il caso di Torino si inserisce nel quadro più ampio della riforma nazionale che ha coinvolto gli apparecchi non omologati.
I dispositivi riattivati e le nuove regole in vigore
Gli autovelox stanno progressivamente tornando in funzione anche in altri territori dopo gli interventi legati alle nuove regole. Tre dispositivi rimasti inattivi per tredici mesi per vicende burocratiche legate all’omologazione sono pronti a ripartire: si tratta dell’apparecchio inaugurato nel 2018 tra l’Aurelia e via Spirito Santo, con limite di 50 chilometri orari, e dei due installati nel 2021 sulla provinciale Vallecchia, dove il limite è fissato a 60 chilometri orari.
Il ritorno degli autovelox riapre così il tema del controllo della velocità sulle strade italiane, con dispositivi che vengono riattivati dopo gli adeguamenti richiesti dal nuovo quadro normativo. La sospensione degli apparecchi non omologati e la successiva riattivazione di quelli conformi hanno modificato la presenza dei controlli in molte zone, mentre i dati sulle multe mostrano gli effetti immediati del ritorno dei sistemi automatici.




