Primo esame del semestre filtro per Medicina, si parte all'Insubria con 465 studenti
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Redazione Interno
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È iniziato ufficialmente il percorso di selezione che conclude il semestre filtro per gli aspiranti medici e mediche iscritti all’Università dell’Insubria. Nella giornata di oggi, nelle aule del Padiglione Monte Generoso a Varese, 465 studenti hanno sostenuto il primo appello del nuovo sistema d’accesso previsto dalla riforma nazionale per i corsi dell’area medica, un meccanismo che, com’è noto, ha sostituito il tradizionale test d’ingresso con un periodo di formazione e selezione successivo. Gli iscritti al semestre filtro erano in totale 573, e a questo primo esame si sono presentati in 465, un dato che delinea l’entità della prima sfida per questi giovani.
Il modello nazionale del semestre propedeutico
La riforma delle modalità di ammissione, la quale ha istituito una sorta di semestre “propedeutico” senza test d’ingresso iniziale, prevede che studentesse e studenti, dopo essersi iscritti nella sede da loro inserita come prima scelta, abbiano partecipato a lezioni a frequenza obbligatoria. Queste hanno riguardato discipline fondamentali come chimica e propedeutica biochimica, fisica e biologia, per un totale di 18 crediti formativi, suddivisi in 6 per ciascun insegnamento, un carico che costituisce il primo reale scoglio da superare per accedere al percorso di laurea vero e proprio.
La prova simultanea in altre sedi universitarie
Contestualmente all’esame svoltosi a Varese, la stessa procedura si è replicata in altre parti d’Italia, segnando l’avvio uniforme del nuovo sistema su base nazionale. Si sono svolti oggi alle Fiere di Parma, nel Padiglione 6, gli esami del “semestre filtro” non solo per il corso in Medicina e chirurgia, ma anche per quelli in Odontoiatria e protesi dentaria e in Medicina veterinaria, a dimostrazione di un impianto normativo che interessa trasversalmente i principali corsi di studio dell’area sanitaria.
Le impressioni a caldo dopo la prova
Terminata la prova, le prime impressioni degli studenti iniziano a circolare, offrendo uno spaccato immediato sulle difficoltà incontrate. «Non ho trovato la prova troppo difficile – ha commentato Giulia, 18 anni, una delle candidate –», un parere che, seppur singolo, fornisce un indizio iniziale sul livello di preparazione richiesto e sull’impatto emotivo della giornata. Queste valutazioni, che emergono tra le emozioni e le paure dei partecipanti, si accompagnano ai sogni per il futuro di coloro che aspirano a indossare il camice bianco.




